Sulla previdenza Cgil, Cisl e Uil cercano la strada verso l’unità

22/06/2004

      martedì 22 giugno 2004

      IL VERTICE

      E sulla previdenza Cgil, Cisl e Uil cercano la strada verso l’unità

      Convocate per domani le segreterie congiunte delle tre organizzazioni

      ROMA – Per Morena Piccinini, segretario confederale della Cgil, «se il governo farà un atto di forza, ponendo la questione del voto fiducia sulla riforma delle pensioni, sarà senza dubbio necessaria una risposta immediata». Che forme potrà assumere questa eventuale «risposta immediata», è ancora prematuro dirlo. Il problema è stato esaminato ieri dalla Cisl (in una riunione nella quale si è parlato anche delle improvvise dimissioni del segretario del Lazio, Stefania Vannucci, sfiduciata dalla maggioranza). E sarà affrontato domani pomeriggio dalle tre confederazioni in una segreteria unitaria di Cgil, Cisl e Uil. Dove le pensioni, c’è da giurarci, terranno banco ancora più della questione dello sviluppo, o del problema dei contratti, come quello, delicatissimo, del pubblico impiego.

      Il sottosegretario al Welfare Maurizio Sacconi si dice persuaso che la risposta non sarà lo sciopero. Che, del resto, anche la Cisl escluderebbe (con la motivazione che uno sciopero d’estate avrebbe un impatto modesto). Ma certamente il voto di fiducia sulla delega annunciato dallo stesso presidente del Consiglio Silvio Berlusconi lascerà qualche traccia ulteriore nei rapporti, già non troppo buoni, fra il governo e i sindacati confederali.

      E se anche l’opposizione si prepara a «reazioni durissime» contro un governo che evoca in Rosy Bindi l’immagine di «una Caterpillar», i segnali che arrivano da Cgil, Cisl e Uil indicano che le pensioni saranno banco di prova per l’unità d’azione su un tema che finora non ha fatto registrare crepe nel fronte sindacale. Tanto più dopo le ultime modifiche introdotte dal Parlamento, come l’equiparazione delle assicurazioni private ai fondi pensione, che hanno avuto l’effetto di accentuare ancora di più l’ostilità del sindacato alla delega previdenziale.


      Negli ambienti sindacali si considera significativo il fatto che l’appello rivolto in extremis al sindacato dal ministro delle Politiche agricole Giovanni Alemanno, il quale ha sollecitato «una forte proposta» per riaprire il dialogo, sia caduto letteralmente nel vuoto.


      La vicenda sta assumendo sempre di più i contorni della partita a scacchi, anche in vista delle prossime scadenze. Domenica 27 giugno in molte province si voterà per i ballottaggi, con la Lega Nord, il cui elettorato è sempre stato molto sensibile alla riforma delle pensioni, che potrebbe risultare decisiva per l’eventuale vittoria del centrodestra. E in alcune situazioni, come a Bergamo (che per coincidenza è anche la città del leader della Cisl Savino Pezzotta), i problemi non mancano.


      La settimana successiva, poi, il governo dovrà decidere le misure per tenere sotto controllo i conti pubblici che dovranno essere presentati all’Ecofin del 5 luglio, quando la proposta di
      early warning (il cartellino giallo) all’Italia per deficit eccessivo sarà di nuovo all’ordine del giorno. Ed è chiaro che se, per quella data, la riforma delle pensioni avesse fatto ancora un passo avanti, il clima di Bruxelles potrebbe rivelarsi più mite del previsto. Oggi pomeriggio la commissione Lavoro della Camera riprenderà in mano la pratica della delega previdenziale. Ma l’esame durerà solo un giorno: per riprendere dopo i ballottaggi.

      Sergio Rizzo
      /Economia