Sulla politica industriale sindacati ancora divisi

24/02/2003



Domenica 23 Febbraio 2003

ITALIA-POLITICA
Sulla politica industriale sindacati ancora divisi


ROMA – Incontro lampo tra i due leader di Cgil e Cisl. Ad Arezzo dove l’Ulivo ieri parlava di sistemi di welfare e sanità, Savino Pezzotta e Guglielmo Epifani si sono incontrati per qualche minuto ma non si è parlato di sciopero, né dell’incontro di martedì prossimo con la Confindustria. Un consulto breve per discutere dei treni che trasportano armi, che trova d’accordo i due segretari generali sulla difesa della legalità e sicurezza di lavoratori e passeggeri (vedi articolo a pag. 4). Non c’è invece alcun passo in avanti in vista del confronto sulla crisi industriale. Al tavolo martedì le tre sigle confederali si presenteranno con tre posizioni. La Cisl ribadisce che l’appuntamento nasce da una sua sollecitazione e da un suo documento, la Cgil annuncia una sua proposta, la Uil invita a «non mettere bandierine» sull’incontro. Ancora una volta i contenuti sono lontani nè, almeno fino a ieri, i tre sindacati sentivano l’esigenza di scambiarsi i rispettivi punti di vista prima del confronto. A smentire un possibile pre-vertice sindacale sono stati sia Pezzotta che Epifani. Eppure tutti e tre sono d’accordo nel denunciare i rischi della crisi industriale come una seria emergenza per il Paese con tanto di numeri sui posti di lavoro in bilico: circa 83mila per la Cisl, almeno 90mila per la Cgil. Lo sciopero separato del sindacato di Epifani ha scavato, ancora una volta, un solco tra le strategie sindacali anche se qualche affinità c’è: la priorità a investire in ricerca e formazione, il rafforzamento del ruolo e dell’intervento pubblico, a partire dalle infrastrutture, la concertazione sul territorio. Mentre la Cisl porterà al tavolo un suo tema tradizionale: la partecipazione. «Il problema è semplice – ha detto ieri Pezzotta – noi abbiamo fatto una richiesta d’incontro come Cisl, da soli. Confindustria risponde e risponde sulla base del nostro documento. Sulla base di quello ha invitato anche le altre organizzazioni. Noi andremo a quel confronto sulla base del nostro documento, non ne ho visti altri». E ieri la Uil ha fatto notare, con le parole del segretario confederale Paolo Pirani, che «presentarsi al confronto con le bandierine non è la via migliore per raggiungere una convergenza tra sindacati, imprese e Governo». Di nuovo lo sciopero della Cgil di venerdì scorso è sotto accusa: «Sulla politica industriale avevamo già sollecitato Cgil e Cisl – ha detto Pirani – ma un accordo non fu possibile perchè la Cgil scelse la via dello sciopero preventivo». Ma la Cgil, dopo la protesta, promette anche le proposte per uscire dalle secche del declino industriale. «Ho sentito – ha commentato Guglielmo Epifani – che la Confindustria ci ha chiesto di avanzare delle proposte. Lo faremo. Credo che a quel punto dovrà essere la Confindustria a dirci se condivide le nostre idee oppure se ripropone una ricetta fatta di riduzione dei diritti e dei costi. Questo è il cuore del confronto di martedì. Spero che su questi temi incroceremo Cisl e Uil». L’altro terreno difficile e scivoloso è il referendum di Rifondazione sull’articolo 18. Lunedì la Cgil presenta la sua proposta di legge sui licenziamenti per le piccole imprese (vedi il Sole-24 Ore di ieri) e ieri Pezzotta ha annunciato che punterà «a far fallire il referendum». Non c’è ancora uno schieramento ma «la Cisl non voterà certo sì» mentre non è prevista al momento la costituzione di un comitato per il no «ma se lo faremo sarà nostro, senza partiti», ha chiuso Pezzotta.
LINA PALMERINI