Sulla flessibilità sinistra divisa

15/05/2006
    sabato 13 maggio 2006

    Pagina 39 – Economia

    Intervento del sindaco di Roma sulla riforma del giurista assassinato. Damiano (ds): servono ammortizzatori

      Veltroni rivaluta il metodo Biagi
      ma sulla flessibilit� sinistra divisa

        Rifondazione: basta con la precariet� del lavoro

          ROBERTO MANIA

            ROMA – La riforma del mercato del lavoro non � un tab�. Walter Veltroni getta il sasso nello stagno a riapre la discussione a sinistra e nel sindacato sul tema scottante della legge Biagi. Lo ha fatto ieri con un articolo sulla Stampa per ricordare la figura intellettuale (�un riformista, socialista e cattolico, ma in primo luogo un uomo al servizio delle istituzioni�) e l�opera del giuslavorista assassinato dalla Br, al quale il Comune di Roma ha dedicato una strada. Veltroni rilancia il metodo di Marco Biagi, quello di un confronto fino �alla radice dei problemi, senza valutazioni a priori, senza ideologismi, senza agitare la riforma del mercato del lavoro come una bandiera, n� da sostenitori, n� da detrattori�. Ma soprattutto parla della flessibilit�, come conseguenza della globalizzazione, che va regolata e accompagnata da nuovi ammortizzatori sociali. �Evidentemente – commenta il ministro del Welfare uscente Roberto Maroni – la sinistra si sta rimangiando un po� alla volta tutte le sue tesi propagandistiche contro Marco Biagi. Ora devono pensare a governare e stanno uscendo allo scoperto quelli che, come Veltroni, devono correggere gli eccessi della campagna elettorale�.

            Eppure nessuno a sinistra ha cambiato posizione. Non Rifondazione comunista che con il suo neo segretario Franco Giordano ripropone la tesi secondo cui la flessibilit� porta di per s� alla precariet� e chiede una svolta culturale; non la Cgil, che con il segretario confederale Fulvio Fammoni, ripete che vada interamente riscritta la legislazione sul lavoro. Non Tiziano Treu della Margherita e Cesare Damiano dei Ds che come estensori della parte del programma dell�Unione sul lavoro rilanciano l�idea delle profonde correzioni alla legge Biagi, in particolare nella parte che moltiplica le tipologie contrattuali. Si schierano, con entusiasmo, dalla parte di Veltroni i leader di Cisl e Uil, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti, che con il governo Berlusconi hanno sottoscritto nel luglio del 2002 il Patto per l�Italia. Dice il segretario di Via Po: �� bellissimo ci� che ha detto Veltroni. � esattamente quello che penso anch�io e lo ha detto con estrema chiarezza e semplicit�. Questo serve anche per ritrovare compattezza nell�azione unitaria del sindacato�. Sostiene Angeletti: �� solo con un cultura riformista che si pu� governare. E poi: chi pu� pensare di superare interamente la legge Biagi? Si pu� forse regolare meglio la parte sul collocamento?�.

            Va all�attacco Giordano: �Contesto l�idea di Veltroni secondo cui la flessibilit� � un passaggio propedeutico alla stabilit� dei rapporti di lavoro. Non � vero: lo dicono i dati empirici, non l�ideologia. La flessibilit� degrada sempre in precariet� ed � per questo che la legge 30 va cambiata da cima a fondo. Bisogna prospettare un altro modello di assetti produttivi�.

              Getta acqua sul fuoco Fammoni: �La nostra idea � quella di scrivere una nuova legge sul lavoro. D�altra parte la stessa applicazione del programma dell�Unione finir� per superare la legge 30�. Niente di pi�. Mentre Damiano, fassiniano di ferro, uno dei candidati al ministero del Lavoro, dice di non condividere l�impostazione di fondo del Libro Bianco di Biagi e che il centrosinistra punta proprio a introdurre le tutele per la flessibilit� che il governo uscente non ha realizzato. �Non in termini ideologici, ma in maniera molto concreta pensiamo di colmare quel vuoto che ci hanno lasciato. Perch� la flessibilit� va abbinata alla sicurezza sociale, a nuovi ammortizzatori sociali. Solo in Italia, invece, la flessibilit� degenera in precariet�. Precisa Treu: �Non butteremo a mare niente, ma certo la legge 30 va ampiamente riequilibrata. Siamo stati "invasi" da migliaia di norme, noi ne abrogheremo 4 o 5, relative a istituti che nessuno vuole�.