Sulla delega sindacati in campo

20/03/2003



          Giovedí 20 Marzo 2003
          ITALIA-POLITICA


          Sulla delega sindacati in campo

          Cgil, Cisl e Uil pronte al varo del documento unitario contro la decontribuzione


          ROMA – Pronto a giorni. La crisi internazionale preme, il sindacato si prepara a mobilitazioni e manifestazioni nell’evenienza, che ormai sembra vicinissima, che scoppi una guerra. Così le pensioni passano in secondo piano. Ma solo per qualche giorno. I responsabili di Cgil, Cisl e Uil hanno infatti già messo a punto un testo, che dovrà ancora essere visto in alcuni passaggi, e poi affrontare il giudizio dei segretari generali. Ma ormai la strada sembra quella unitaria. Presentare cioè un testo comune per chiedere al ministro del Welfare Maroni un incontro e discutere delle modifiche proposte dalle tre confederazioni da inserire nella delega previdenziale ora in seconda lettura al Senato. «Ci stiamo lavorando e penso che sarà pronto a giorni. Non abbiamo l’ansia di fare il documento, lo vogliamo fare bene», ha detto ieri il leader della Cisl, Savino Pezzotta che ha aggiunto: «C’è la possibilità di arrivare a una conclusione positiva». A confermare che il clima è buono sono anche i responsabili del welfare delle rispettive organizzazioni. «Siamo a buon punto, sono fiducioso», ripete il segretario confederale Cisl, Paolo Baretta, che conferma i tre punti messi sotto accusa dal sindacato. Il primo: il no al trasferimento obbligatorio del trattamento di fine rapporto del lavoratore ai fondi pensione. Su questo aspetto i sindacati sono riusciti a trovare una soluzione di compromesso, ossia la proposta di introdurre un meccanismo di silenzio-assenso che garantisca il lavoratore sul piano dell’informazione e dei suoi diritti visto che si tratta di salario differenziato. L’altro punto critico è quello della decontribuzione prevista dalla delega fino a cinque punti. Per i sindacati questo provvedimento metterebbe a rischio i conti dell’Inps, dunque, propongono come strada alternativa per ridurre il costo del lavoro quella della fiscalizzazione degli oneri impropri. Uno strumento già previsto dal Patto di Natale del ’98. C’è poi la questione della parità tra fondi aperti e fondi chiusi: le tre confederazioni sono nettamente contrarie. Ma, in alternativa propongono di definire stesse regole di governance per una parità tra i due fondi. Qualche passaggio resta in sospeso. Per esempio, i tre segretari generali dovranno discutere se inserire nel documento da presentare al Governo una valutazione complessiva della delega. La Cisl tiene molto a questo punto: nella valutazione, dicono, ci deve essere il riconoscimento all’azione sindacale che ha permesso di evitare l’introduzione di misure sulle pensioni di anzianità o l’introduzione dei disincentivi (oltre agli incentivi) per allungare l’età pensionabile. Questa settimana dovrebbe cominciare l’esame della delega in commissione Lavoro del Senato. Il provvedimento è in calendario ma la crisi internazionale potrebbe mutare i programmi parlamentari.
          LINA PALMERINI