Sulla contrattazione dialogo tra i confederali

07/09/2005
    mercoledì 7 settembre 2005

    ITALIA LAVORO – pagina 21

      Vertice dei segretari generali: entro il 27 accordo o rottura Resta il nodo sulla ripartizione della produttività

      Sulla contrattazione dialogo
      tra i confederali

      LI.P.

      ROMA • La riforma dei contratti torna nell’agenda dei tre segretari generali. Ieri in un incontro a tre, i leader di Cgil, Cisl e Uil hanno riaperto il dossier della revisione dell’accordo di luglio stabilendo una dead line: il 27 settembre. O si chiude con un accordo o si rompe. E se si rompe la Cisl dovrà rispettare quell’impegno — scandito da Savino Pezzotta al suo congresso del luglio scorso — di andare avanti da soli. Ieri però i toni erano quelli dell’ottimismo. «Ce la faremo» , hanno praticamente detto i tre segretari anche se la mediazione è ancora tutta da trovare.

      In sostanza, nel fare la riforma il sindacato vuole cercare di segnare un punto a favore: riuscire, cioè, a trovare un meccanismo contrattuale che faccia aumentare i salari. Su quello che il Governo promette — tra cui la proposta di Luigi Angeletti di defiscalizzare gli incrementi salariali — le tre confederazioni sanno che non possono contarci.

      Ma sanno anche che la stagione di «eccessiva moderazione salariale» , come l’hanno definita tutti e tre, deve essere chiusa. Devono, quindi, trovare tra loro e con le imprese una via d’uscita alla perdita del potere d’acquisto. Il punto è: come? Le risposte sul tavolo sono due. Quella della Cgil, ripetuta ieri dal leader Guglielmo Epifani, di incorporare nella contrattazione nazionale anche una quota di produttività. Quella di Savino Pezzotta e Luigi Angeletti che vogliono invece dare spazio, ossigeno e materia alla contrattazione di secondo livello affidandole il negoziato sulla produttività. « Ma ti rendi conto che proporre la produttività a livello nazionale è una battaglia persa? La Confindustria ci smonta la proposta in un secondo » , diceva ieri Angeletti a Epifani. Che non ha chiuso la porta alle obiezioni di Cisl e Uil. Tra queste anche quella che da anni la produttività in Italia ha il segno meno.

      Una via è quella di trovare una nuova formula per il calcolo dell’inflazione. Oggi, in base all’accordo del ‘ 93, si parla di calcolo dell’inflazione programmata ma già nelle ultime tornate contrattuali questo parametro è stato superato. Dunque, l’inflazione sarà uno dei punti della riforma. L’altro — su cui non ci sono problemi di unità sindacale — è quello sulla durata contrattuale. Sembra possibile archiviare il biennio a favore di un rinnovo ogni tre anni.

        Il fatto è che il prossimo anno, a marzo e a giugno, sia la Cgil che la Uil hanno il loro rispettivi congressi. Trovare una mediazione con scadenze così cruciali per le organizzazioni diventa più difficile. Soprattutto per la Cgil che può — solo a fronte di un lavoro diplomatico intenso di Epifani — trovare una mediazione interna. Per il momento si resta ottimisti. «Le differenze sono superabili » , ha detto Pezzotta. «Abbiamo ripreso il lavoro unitario » , ha aggiunto Epifani. Il commento conclusivo è di Angeletti: «La Cgil accetti una mediazione razionale».