Sul Tfr prove di apertura

17/10/2005
    sabato 15 ottobre 2005

    Previdenza complementare

      Sul Tfr prove di apertura

        N.T.

        ROMA – «È importante per l’interesse generale che il sistema di previdenza complementare decolli e lo faccia rapidamente». Parola del presidente dell’Ania, Fabio Cerchiai, che ha approfittato di un convegno organizzato da Montepaschi Vita per lanciare una prima apertura al dialogo sulla questione Tfr. Senza, però, arrendersi. «Vogliamo un sistema che risponda a regole di mercato – ha chiarito Cerchiai – e che abbia come protagonista il lavoratore, il quale può decidere di delegare la scelta al sindacato o all’industria». Il problema, secondo il presidente dell’Ania, non è lo spazio delle assicurazioni, ma quello del lavoratore, che deve essere in condizione di scegliere.

        Luigi Scimia, presidente Covip, ha parlato di incomprensioni da eliminare tra la commissione da lui guidata e le assicurazioni, sottolineando che la riforma non toglie spazio a queste ultime.

        Le cifre della Covip. I rendimenti dei fondi pensione superano nettamente quelli del Tfr, ma le adesioni crescono ancora in misura troppo modesta. Questa la fotografia della previdenza complementare scattata dalla Covip e presentata al convegno.

          Nei primi nove mesi del 2005, rispetto a dicembre dell’anno scorso, i rendimenti dei fondi aperti sono aumentati del 9%, contro il 6% dei negoziati e il "5 del Tfr. Nessuna sorpresa, visto che da gennaio 2003 a settembre 2005 il rendimento generale netto dei fondi aperti ha raggiunto il 20% e quello dei negoziali il 16%, a fronte di una rivalutazione netta del Tfr pari a circa il 7,5 per cento.

          I fondi pensione di nuova istituzione (negoziali e aperti), contano quasi 1,5 milioni di iscritti (+2,8% rispetto a fine 2004), i fondi pensione preesistenti (istituiti prima della riforma del ’93) 660mila, mentre i piani di investimento individuali (Pip) sono 735mila.

          «Il problema – ha spiegato Scimia – è che in termini di nuove adesioni il settore stenta a decollare». Solo il segmento dei piani pensionistici individuali attuati mediante contratti di assicurazione sulla vita risulta ancora dinamico se si considerano le nuove polizze stipulate pur con un rallentamento rispetto agli anni precedenti.

          Maroni e la copertura. Sempre ieri, da Firenze il ministro del Lavoro è tornato a polemizzare con le assicurazioni, bollando come irresponsabili i timori dell’Ania sulla copertura finanziaria. Confermata la tabella di marcia: «Spero che già la prossima settimana la commissione Lavoro della Camera confermi il giudizio espresso in precedenza. A ciò seguirà, mi auguro, analogo parere della commissione del Senato».

            Dopo di che, ha tagliato corto Maroni, riporterò il decreto in Consiglio dei ministri per la definitiva approvazione.