Sul Tfr partita ancora aperta

21/09/2005
    mercoledì 21 settembre 2005

      NORME E TRIBUTI – pagina 31

        PREVIDENZA • Le parti sociali chiedono compensazioni certe e un incontro con Maroni prima del 30

          Sul Tfr partita ancora aperta

            Botta e risposta tra Brambilla e Abi sull’accesso al credito

            MARCO ROGARI

            ROMA • Compensazioni certe e "automatiche" per tutte le imprese. È questa la richiesta contenuta nel documento unitario inviato ieri al ministro del Lavoro, Roberto Maroni, dalle 23 organizzazioni sindacali e datoriali firmatarie dell’avviso comune sulla riforma del Tfr. Un documento che contiene le ultime proposte di modifica alla nuova versione di decreto attuativo sulla previdenza integrativa. E che è accompagnato da una lettera in cui viene chiesto al ministro un incontro chiarificatore prima dell’approvazione definitiva del provvedimento. Le parti sociali, insomma, incalzano Maroni. Che attende per oggi il " verdetto" del Comitato esecutivo dell’Abi sulla bozza di protocollo d’intesa con il Governo sulle facilitazioni per l’accesso al credito. Ma il botta e risposta di ieri tra il sottosegretario Alberto Brambilla e l’Associazione bancaria italiana non sembra spianare la strada a un’intesa.

            Ieri, nel pomeriggio, Brambilla aveva definito la trattativa positivamente conclusa, affermando che l’intesa doveva essere solo formalizzato dal Comitato esecutivo: «L’accordo con l’Abi è fatto, il tasso d’interesse massimo » per i finanziamenti alle imprese « è del 4,16 per cento». Ma immediata è arrivata la smentita dell’Associazione bancaria italiana: «Siamo sorpresi della dichiarazione rilasciata dal sottosegretario Brambilla. Della questione si parlerà al Comitato esecutivo». E l’Abi, in una nota, ha sottolineato che esiste la possibilità che oggi «il massimo organismo dell’Associazione bancaria non assuma alcuna decisione definitiva».

            Il confronto, insomma, rischia di restare in sospeso. E analoga è, al momento, la situazione sul versante delle compensazioni. Ieri Maroni ha ribadito la necessità di irrobustire il pacchetto compensazioni facendo leva su un taglio del costo del lavoro da inserire nella Finanziaria. Quanto alle compensazioni dirette da garantire alle imprese per la perdita del Tfr, ieri Brambilla nel corso di un’audizione alla commissione Lavoro del Senato ha ripetuto: «Le coperture ci sono» .
            E ha ribadito che saranno previste da un decreto legge ad hoc da varare in occasione del Consiglio dei ministri del 30 settembre contestualmente all’approvazione definitiva del decreto attuativo sul Tfr (quindi, prima del 6 ottobre termine ultimo per l’esercizio della delega). Nella stessa riunione del Consiglio dei ministri, tra l’altro, sarà varata la Finanziaria.

            La "dote" aggiuntiva dovrebbe ammontare a quasi 400 milioni per il 2006. Ma il condizionale è d’obbligo. Anche perché nelle tabella provvisorie della bozza della Finanziaria la copertura ancora non comparirebbe.

            Un altro segnale tutt’altro che positivo arriva dallo slittamento dalla riunione tecnica tra i ministeri dell’Economia, del Welfare e i presidenti delle commissioni Bilancio di Camera e Senato, chiamati ad esprimere la loro valutazione.

            Proprio a causa di questa situazione confusa le parti sociali hanno chiesto a Maroni un nuovo incontro. Nel documento unitario inviato al ministro si sottolinea che le misure compensative per le imprese «devono riguardare effettivamente tutti i datori di lavoro che conferiscono il Tfr» , garantendo la «piena contestualità tra la decorrenza delle norme sul conferimento del Tfr e la possibilità, per i datori di lavoro, di accedere al beneficio delle compensazioni » . Fra le proposte di modifica dell’ultima versione del decreto c’è anche la richiesta di rendere strutturale la riduzione del costo del lavoro e una disciplina fiscale delle prestazioni armonizzata «con il sistema fiscale generale, ripristinando elementi di progressività della tassazione in base al reddito» . Si sottolinea poi di verificare la compatibilità del Fondo di garanzia con le regole Ue.

              Il documento delle parti sociali è stato trasmesso anche alle commissioni Lavoro delle Camere. Che hanno assicurato che esprimeranno il parere sul testo del decreto entro il 29 settembre, in tempo utile per consentire al Governo di dare il via libera definitivo. Proprio alle Camere è indirizzato il messaggio di Renata Polverini (Ugl): « Il Parlamento tenga conto delle indicazioni della parti sociali » .
              Indicazioni che, per Pierpaolo Baretta ( Cisl), se recepite, consentirebbero di chiudere positivamente la partita.