Sul tavolo della produttività nuovo scontro Fiom-Cgil

10/11/2010

Il braccio di ferro tra Fiom e Cgil non si ferma per il passaggio di consegne tra Guglielmo Epifani e Susanna Camusso. Nessuna sospensione di cortesia per la nuova segretaria generale di Corso d’Italia, che a pochi giorni dall’insediamento deve rispondere alle tute blu sulle attuali strategie del sindacato. In particolare, sull’opportunità di sospendere il tavolo di confronto con Confindustria sulla produttività e di proclamare uno sciopero generale dei lavoratori di tutte le categorie. Queste sono le due richieste messe nero su bianco dal Comitato centrale della Fiom di lunedì scorso. E già declinate dalla Cgil. «Susanna Camusso sta proseguendo quanto definito da Gugliemo Epifani, non mi sembra che ci siano elementi di particolare diversità. Noi invece abbiamo chiesto discontinuità » ha infatti commentato il leader dei metalmeccanici Maurizio Landini, rompendo ieri il silenzio sulla sua elezione.
IL TAVOLO SULLA PRODUTTIVITÀ
A riaccendere la dialettica interna è soprattutto la trattativa in corso sulla produttività, praticamente l’unica in cui si stia discutendo unitariamente su salari e organizzazione del lavoro. «Credo che la Fiom sottovaluti le possibilità di discussione con il complesso del sistema delle imprese» ha spiegato Camusso, ieri a Bologna per un’assemblea dei delegati, parlando delle attese deluse delle aziende che «man mano si sono disamorate per l’assenza di risposte del governo ». Per questo «vediamo, misuriamo i contenuti, non abbiamo paura di confrontarci con gli altri». Ma le tute blu insistono nel chiedere che la confederazione si alzi dal tavolo. Per una ragione di metodo: «Le posizioni della Cgil non sono state discusse in nessuna sede e non mi risulta che ci siano appuntamenti di discussione interna». E una di merito: «Materie quali gli orari nonsono di competenza della confederazione ma delle categorie, non c’è titolarità della confederazione a trattare» ha sottolineato Landini. «Quella di cui si parla non è produttività, non raccontiamo balle». LO SCIOPERO GENERALE
Anche per questo i metalmeccanici continuano a premere perché Corso d’Italia proclami uno sciopero generale. «È la normale conseguenza di quanto avviene» afferma l’organizzazione, citando tra le tante ragioni della protesta le deroghe al contratto nazionale, il nuovo statuto dei lavori e il collegato lavoro. Ma anche su questo punto Susanna Camusso ha preso tempo: «Lo valuteremo, come abbiamo detto in più occasioni». Per il momento la Cgil è impegnata nell’organizzazione della manifestazione nazionale del 27 novembre, per cui la leader ha chiesto a tutte le strutture «uno sforzo eccezionale, politico e organizzativo, perché a Roma convergano centinaia di migliaia di giovani, lavoratori e pensionati ». Per lo sciopero generale, invece, bisognerà attendere: «Noi vorremmo che nella Finanziaria comincino a esserci le risposte che stiamo chiedendo. A quel punto faremo una valutazione: se non ci saranno, dovremo ovviamente aumentare la qualità e l’intensità dell’iniziativa». Anche perché «abbiamo alle spalle tre scioperi generali » e «continueremo a utilizzare questo strumento, ma misurando man mano come e se muterà la situazione politica»