Sul Sud si media, Governo ko sull’Irpef

24/10/2002




          24 ottobre 2002

          ITALIA-POLITICA
          Finanziaria
          Sul Sud si media, Governo ko sull’Irpef

          Bossi apre agli investimenti nel Meridione – Tremonti: soluzione vicina – Ma in Commissione passa emendamento di An da 400 mln €


          ROMA – Via libera senza modifiche della commissione Bilancio all’articolo 1 della Finanziaria che fissa il livello massimo del saldo netto da finanziare in 48,2 miliardi di euro, in linea con quanto previsto dalla Nota di aggiornamento del Dpef. Subito dopo i deputati hanno avviato in seduta notturna la discussione sull’articolo 2 che contiene il primo modulo della riforma dell’Irpef: 5,5 miliardi di euro a beneficio dei redditi fino a 25mila euro. Ma la seduta è stata subito sospesa in seguito all’approvazione di un emendamento di An sulla clausola di salvaguardia, contro il parere negativo del Governo, che a regime costerà 400 milioni di euro. Oggi il Consiglio dei ministri valuterà le conseguenze dell’emendamento. Per il sottosegretario Giuseppe Vegas «non si può proseguire con emendamenti di questo tenore». Ma per il relatore Alfano «la correzione non intacca l’impianto della manovra». Votazioni precedute da un vertice di maggioranza con il ministro dell’Economia Giulio Tremonti, che in precedenza aveva incontrato al ministero una delegazione di Confindustria guidata dal direttore generale, Stefano Parisi. In contemporanea con le prime votazioni sulla Finanziaria si è registrato un deciso passo in avanti verso una soluzione per il Sud. «Stiamo chiudendo. C’è stato un po’ di polverone – ha osservato Tremonti – ma quando la polvere si posa quello che emerge è una quantità record di risorse finanziarie per il Sud». La novità è la decisa apertura di Umberto Bossi: «Crediamo che tutte le aree del Paese debbano avere la loro possibilità di sviluppo. Avevamo posto non un problema di quantità ma di qualità». Correzioni in vista anche sull’articolo 37 che trasforma i contributi a fondo perduto in prestiti. Probabilmente si arriverà alla radicale revisione dell’attuale formulazione dell’articolo. Se ormai appare certo che le modifiche governative saranno presentate direttamente in aula, ancora non è chiaro se si deciderà di farle confluire o meno in un unico maxi-emendamento. Ipotesi che non piace a Giancarlo Giorgetti, presidente della Commissione Bilancio: «Il maxi-emendamento – rileva – è legato a un concetto prossimo alla fiducia». Si è chiusa nel frattempo la querelle che ha contrapposto nei giorni scorsi la Banca d’Italia al presidente della Commissione Attività Produttive, Bruno Tabacci (Udc). Il presidente della Camera, Pier Ferdinando Casini, ha infatti dichiarato inammissibile l’emendamento Tabacci che prevedeva di destinare parte delle riserve della Banca d’Italia al Fondo per l’ammortamento dei titoli di Stato, e dunque a riduzione del debito pubblico. L’emendamento – ha osservato Casini – «non appare conforme alle previsioni dei Trattati e alle procedure da essi previste nel sistema delle banche centrali. Procedure che sono poste direttamente a presidio delle garanzie di stabilità della moneta unica». La decisione di Casini, accettata ma non condivisa da Tabacci, è stata commentata con «grande soddisfazione» della Banca d’Italia. Il Governatore Antonio Fazio, ha reso noto da Francoforte, dove era riunito il direttivo della Bce, che il presidente Wim Duisenberg gli ha espresso «la piena soddisfazione sua e di tutti i membri del Consiglio». La tabella di marcia, dopo le prime votazioni di ieri sera, prevede sedute in commissione per l’intera giornata di oggi, e poi il rush finale in cui si affronteranno i nodi ancora da sciogliere, come la materia dei condoni e la liberalizzazione dei videopoker. Il primo via libera alla manovra potrebbe arrivare nella serata di sabato. Sui videopoker si arricchisce la platea dei deputati contrari (in 34 hanno firmato l’appello di Emanuele Falsitta), e sulle sanatorie si fa strada l’ipotesi di affidare al Senato, in seconda lettura, la trasformazione del concordato fiscale in un vero e proprio condono, mentre sfuma al momento la prospettata mini-sanatoria per gli abusi edilizi. Resta in piedi almeno per ora l’emendamento di alcuni deputati di Forza Italia che introduce una sanatoria per alcune violazioni del codice della strada. Dino Pesole