Sul sommerso la proroga al giro di boa

17/10/2002


          17 ottobre 2002

          NORME E TRIBUTI
          Sul sommerso la proroga al giro di boa
          Marco Peruzzi


          ROMA – Più tutele ai lavoratori e possibilità di emergere allargata anche alle società e alle associazioni sportive. Queste le novità introdotte ieri dall’aula del Senato, che ha approvato il disegno di legge di conversione del decreto legge 210/2002 con la proroga del sommerso, il rinnovo dei bonus per le imprese edili e la conferma per un altro anno del «tempo supplementare» in caso di part time. Mentre su questi due ultimi aspetti non ci sono novità dell’ultima ora, sul sommerso l’aula di Palazzo Madama ha confermato gli emendamenti inseriti in commissione Lavoro (si veda «Il Sole-24 Ore» di ieri), approvando poi altre tre modifiche: il parere del Comune competente per territorio sui piani di emersione che coinvolgono interessi urbanistici e ambientali, l’allargamento dell’emersione anche alle società e alle associazioni sportive nonché alle comunità terapeutiche convenzionate e, infine, l’approvazione della proposta unilaterale del datore di lavoro sul riallineamento retributivo con il voto favorevole di almeno quattro quinti dei rappresentanti delle parti sociali nei Cles. Il provvedimento, con questa nuova veste, passa ora alla Camera per il via libera definitivo. Le imprese avranno dunque tempo fino al 28 febbraio 2003 per presentare i piani di emersione, mentre il termine per la dichiarazione è fissato al 15 maggio 2003. Vengono istituiti in ogni capoluogo di provincia i Cles (i Comitati per il lavoro e l’emersione dal sommerso), incaricati appunto di valutare i piani. Per il funzionamento di questi organismi un emendamento approvato in commissione Lavoro e confermato ieri dall’aula prevede una copertura di 500mila euro per quest’anno e di 2,6 milioni di euro nel 2003. Ai lavoratori che emergono verranno applicate le tutele dei contratti collettivi di lavoro, anche «omogenei», nel caso non ci sia un contratto di riferimento per l’impresa che emerge. Quanto alle novità di ieri, la prima riguarda l’allargamento dell’emersione anche alle società e alle associazioni sportive, nonché alle comunità terapeutiche convenzionate. La seconda, invece, racconta il relatore Carmelo Morra (Fi), «raccoglie le problematiche emerse in materia urbanistica e ambientale e, in particolare, il timore che si potesse verificare un’emersione selvaggia». L’emendamento impone, nel percorso di approvazione del piano da parte del Cles, un passaggio obbligatorio: in Comune, per un parere entro 30 giorni. la terza modifica dà più garanzie al lavoratore che emerge. Il testo licenziato dalla commissione Lavoro prevedeva, nel caso di mancato raggiungimento dell’accordo provinciale tra le parti sull’offerta di adeguamento al contratto, una proposta formulata in via unilaterale dal datore, da approvarsi poi dal Cles. Il subemendamento approvato ieri chiarisce che in questi casi il Cles deve approvare la proposta unilaterale con il voto favorevole di almeno i quattro quinti dei rappresentanti delle parti sociali (vale a dire sette su otto).