Sul sommerso la partita resta aperta

14/02/2002





Emersione – Dopo la circolare dell’agenzia delle Entrate attese le istruzioni Inps su modalit� di pagamento e tutele assistenziali
Sul sommerso la partita resta aperta
Il ministero del Welfare dovr� decidere come considerare nella base occupazionale i dipendenti regolarizzati
ROMA – Il Fisco ha scelto di non varare un nuovo modello per le domande di emersione che dovranno essere inviate, in via telematica, entro il 1� luglio. Tuttavia, il percorso per la regolarizzazione � stato corretto dalla circolare dell’agenzia delle Entrate 17/E (si veda �Il Sole-24 Ore� del 12 febbraio), dopo le modifiche delle leggi 409 e 488 del 2001. Nonostante i ripensamenti legislativi e gli sforzi dell’amministrazione finanziaria, sull’operazione anti-sommerso pesano ancora molte incertezze, che riguardano – in primo luogo – gli effetti dell’emersione sulle possibili rivendicazioni dei lavoratori per i periodi pregressi (si veda l’altro articolo). Non mancano, inoltre, i problemi previdenziali e assistenziali, cos� come sono tutti da "inventare" gli interventi dell’Inail per garantire la sicurezza e l’igiene sui luoghi di lavoro. Non solo Fisco. La circolare 17/E apre comunque la strada alle istruzioni che l’Inps dovr� diramare in tempi stretti, se non altro per stabilire le modalit� per il pagamento della contribuzione sostitutiva. Per la definizione degli anni pregressi il lavoratore dovr� versare un forfait di 103,29 euro, che vale ai fini previdenziali e tributari: a questo proposito, Fisco e Inps dovranno quantificare la quota di rispettiva competenza. L’Istituto previdenziale – anche per convincere i lavoratori della bont� dell’emersione – non potr� non pronunciarsi sulle prestazioni assistenziali offerte a chi sceglie di aderire alla regolarizzazione. La contribuzione sostitutiva del 7% dovrebbe servire anche per finanziare l’indennit� di malattia, la maternit� o la disoccupazione, cos� come l’assegno per il nucleo familiare. La tutela assistenziale, dunque, deve fare i conti con l’esigenza di assicurare ai lavoratori emersi pari condizioni rispetto agli altri dipendenti e, nello stesso tempo, con l’"esiguit�" dei fondi. L’orientamento dell’Istituto � garantire la copertura "assistenziale" dopo la dichiarazione di emersione, negando questa possibilit� per i periodi pregressi.
Gli effetti sulle pensioni. Da definire anche il trattamento pensionistico, sapendo comunque gi� da ora che questo sar� rapportato alla minore contribuzione versata. L’entit� sar� anche legata ai contributi corrisposti in base al Fondo "integrativo", alimentato dalle entrate tributarie derivanti dall’emersione. I chiarimenti dell’Inps presuppongono, inoltre, una decisione del ministero del Welfare sulla valutazione dei lavoratori emersi ai fini della base occupazionale. Per quanto riguarda il bonus per le nuove assunzioni, previsto dalle legge 388/2000, la linea dell’Istituto � in qualche modo dettata dalla circolare dell’agenzia delle Entrate, secondo cui i lavoratori regolarizzati sono "neutri". Proprio per questo, il credito d’imposta – precisa la circolare 17/E – spetta nel caso in cui il datore di lavoro assuma un dipendente in sostituzione di un lavoratore regolarizzato, in quanto si determina "nuova occupazione". Negli altri casi – ai fini delle soglie per l’applicazione dello Statuto, cos� come per il collocamento obbligatorio – dovr� essere il ministero del Welfare a dettare i criteri di calcolo della base occupazionale. Infine, nonostante la presa di posizione delle Entrate circa l’impossibilit� dei titolari di redditi agricoli di fruire della regolarizzazione, l’Inps non dispera di aprire un varco "previdenziale". L’Istituto punta a non precludere la sanatoria contributiva per i coltivatori diretti che occupano personale in nero. Il cantiere tributario rimane aperto. La circolare delle Entrate 17/E non ha chiuso la partita nemmeno dal punto di vista fiscale. Infatti, si dovr� decidere sulla variabile dei dipendenti emersi ai fini degli studi di settore. E con le istruzioni alla compilazione di Unico 2002, attualmente solo in bozza, sono attesi nuovi chiarimenti. L’amministrazione finanziaria dovr� tener conto, con appositi spazi o campi riservati, dell’adesione ai programmi di emersione, visto che il primo anno d’imposta interessato � il 2001.
Il monitoraggio dell’Inps. In attesa che gli incentivi fiscali e previdenziali producano frutti, l’Inps affila le armi per combattere il nero e il lavoro irregolare. L’Istituto – ha anticipato il presidente, Massimo Paci – sta studiando l’ipotesi di "costruire" un archivio nazionale delle aziende e dei lavoratori emersi, per monitorare �l’adempimento degli obblighi contributivi, intervenendo tempestivamente in tutte le situazioni non corrette�. Il data-base dovrebbe contenere, prima di tutto, le informazioni relative alle aziende e ai lavoratori risultati non in regola nell’ambito delle verifiche condotte dagli ispettori Inps. Lo scorso anno i controlli sono stati rafforzati (le visite sono aumentate del 53,4% rispetto al 2000) e, complessivamente, 139.193 lavoratori sono risultati irregolari (+ 17,6%).
Maria Carla De Cesari
Marco Mobili

Gioved� 14 Febbraio 2002