SUL PREMI DETASSATI TUTTI D`ACCORDO Galli (Confindustria): migliorare anche gli sgravi contributivi – Cisl e Uil: azzerare il fisco sugli integrativi

25/08/2009

Sull`incentivazione dei salario di produttività realizzato a livello aziendale non si può cambiare rotta, anche perché «tutte le parti sociali» si sono dichiarate d`accordo. Il direttore di Confindustria, Giampaolo Galli, che chiede anche un ulteriore alleggerimento di tipo contributivo, commenta così l’invito del ministro Maurizio Sacconi ad attuare dal prossimo autunno la riforma del modello contrattuale pena lo stop agli sgravi per la quota variabile delle retribuzioni.
Un invito accolto da Cisl e Uil ma con un immediato rilancio: i contratti aziendali vanno totalmente detassati.
Apprezzamenti alla linea Sacconi arrivano da Confcommercio.
La Cgil invece critica duramente il ministro parlando di «falsità» e «ricatto».
Ribadendo che la strada da percorrere non è quella delle gabbie salariali, il titolare del Welfare in un`intervista al Corriere della sera afferma che «i salari vanno differenziati perché non siano uguali: meno il contratto nazionale sarà invasivo, più ci sarà spazio per il contratto aziendale detassato del nodo». Sacconi sottolinea che sindacati e imprese, dopo aver firmato l`accordo, non possono cedere. E aggiunge: siamo rispettosi all`autonomia delle parti ma non indifferenti, «abbiamo messo sul piatto la detassazione del salario variabile, ma nella misura in cui le parti la usano, altrimenti dovremmo ripensarci».
Raffaele Bonanni non chiude:
«È giusto adattare sempre meglio la detassazione ala contrattazione territoriale e aziendale». Il leader della Cisl, però, incalza il governo: «A Sacconi e a Umberto Bossi, che pongono il problema di come esaltare la contrattazione territoriale e aziendale, chiedo tasse zero sulla contrattazione di secondo livello». Una posizione condivisa da leader della Uil, Luigi Angeletti, che giudica «positivo» l’approccio di Sacconi. Angeletti assicura che l’accordo sulla riforma del modello contrattuale sarà applicata e che il sindacato firmerà i contratti, ma sollecita il governo «a fare due cose utili: elevare la franchigia della detassazione a 4omila curo e azzerare la tassazione sulla parte variabile del salario».
Cisl e Uil, dunque, affermano di voler rendere subito operativo l`accordo siglato con l`esecutivo ma, allo stesso tempo, appaiono pronte a giocare una nuova partita sui contratti in agenda in autunno: dai metalmeccanici ai chimici. Anche la leader dell’Ugl, Renata Polverini, pur confermando l`intenzione di essere pronta a fare la sua parte per dare attuazione all`intesa, bussa alla porta del governo chiedendo un intervento a sostegno «di quei territori dove il salario non è l`unica variabile che incide sul costo della vita».
Per Confindustria la rotta resta quella tracciata dall’accordo firmato da tutte le parti, con la sola esclusione della Cgil, con il governo. «Spostare il baricentro della contrattazione dal livello nazionale a quello aziendale, come chiede Sacconi, è l’obiettivo della riforma appena varata», fa notare Galli che si sofferma sull`importanza della «tassazione al nodo fisso dei premi di produttività introdotta dal governo Berlusconi e prorogata per il 2009 innalzando anche il limite di reddito che ne consente la fruizione». Secondo Galli sono «altrettanto essenziali le misure di sgravio contributivo, riviste nel 2007 ma da migliorare ulteriormente».
Ad attaccare frontalménte Sacconi è la Cgil, che non firmò l`intesa sui "nuovi" contratti:
«Il governo non può dire o fate così o cambiamo la legge. La Cgil non si associa neppure alla richiesta di Cisl e Uil di detassare totalmente i contratti aziendali. Per la Fioco il governo prepara un autunno di scontri. Critiche a Sacconi arrivano anche dal Pd. A ribadire che occorre collegare la contrattazione al territorio premiando la produttività ma senza ricorrere alle gabbie salariali è, in un`intervista a Radio 24, il ministro Claudio Scajola.