Sul metodo concertativo il dialogo resta impossibile

04/11/2005
    venerdì 4 novembre 2005

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    Le posizioni opposte espresse ieri da Tremonti, D’Alema e Angeletti (Uil)

      Sul metodo concertativo il dialogo resta impossibile

        di Alessandra Ricciardi

        Sulla concertazione il dialogo tra centro-destra e centro-sinistra resta impossibile. Il metodo concertativo governo-sindacati, inaugurato nel ’92, dovrebbe andare in soffitta secondo il ministro dell’economia e vicepresidente di Forza Italia, Giulio Tremonti, perché ´obsoleto’ rispetto ai problemi che il paese deve affrontare.

          Resta invece un sistema ´valido per realizzare intese tra le forze sociali’, secondo Massimo D’Alema, presidente dei Ds. In mezzo i sindacati, nella fattispecie la Uil di Luigi Angeletti, che, invece, rivendicano proprio un ruolo attivo e politico dei rappresentati dei lavoratori. Il confronto è avvenuto ieri a Roma, nel corso di un convegno sui sindacati e la politica, organizzato dalla Uil. Un faccia a faccia che è servito a confermare le distanze tra i due schieramenti e a prefigurare i possibili dialoghi tra il governo che uscirà dalle urne elettorali e le forze sindacali. Contrario alla ´moltiplicazione dei centri di governo e al conseguente depotenziamento della funzione amministrativa degli stati’, si è detto Tremonti: ´Se partiamo dalla situazione di difficoltà dei paesi europei’, ha spiegato il numero uno di via XX settembre, ´mi sembra difficile costruire delle macchine politiche efficaci rispetto ai problemi che devono affrontare’. Il ragionamento è che c’è sempre meno spazio per politiche nazionali e dunque per confronti interni. ´I problemi sono europei, le soluzioni devono essere europee. Non è una fuga delle responsabilità’, ha aggiunto Tremonti, ´ma la presa d’atto di una situazione in essere’.

            Opposta la visione di D’Alema: ´Non credo che l’Italia al di fuori della concertazione sia in grado di affrontare le grandi sfide che ha di fronte’. Tra l’altro, ´la concertazione non è in contraddizione con il bipolarismo’, ha riferito il presidente dei Ds.

              D’accordo sul bipolarismo Tremonti: ´Se non funziona non è colpa del sistema elettorale e non so quanto possa essere utile il premio di maggioranza’. Pronto ai distinguo Bruno Tabacci (Udc), presidente della commissione attività produttive della camera: ´Se concertare significa aggravare con accordi il debito pubblico, non va bene. Se è invece un rapporto produttivo tra istituzioni e organizzazioni rappresentative, allora è utile’. E sempre in tema di rapporti istituzionali, ieri i segretari di Cgil, Cisl e Uil, rispettivamente Gugliemo Epifani, Savino Pezzotta e Luigi Angeletti, sono tornati a bussare a Palazzo Chigi, chiedendo al presidente del consiglio, Silvio Berlusconi, un incontro urgente per sbloccare i contratti del pubblico impiego. Un accordo del maggio scorso siglato tra governo e sindacati, nell’ambito appunto di un tentativo di concertazione, aveva sancito il via all’iter procedurale dei rinnovi contrattuali 2004/05 di 3 milioni di dipendenti pubblici. Nonostante l’accordo, per i sindacati, il ministero dell’economia tiene bloccate le intese già raggiunte e ferma le direttive per gli altri comparti. Una situazione, secondo i tre leader, che non potrà essere tollerata. (riproduzione riservata)