Sul Dpef il governo prende tempo

19/06/2002







(Del 19/6/2002 Sezione: Economia Pag. 13)
IL VARO DEL DOCUMENTO ECONOMICO DESTINATO A SLITTARE DI QUALCHE GIORNO
Sul Dpef il governo prende tempo, ticket più lontani
Berlusconi: dal confronto sui quattro tavoli nascerà un nuovo patto per l´Italia

        ROMA
        Il ticket per i medicinali forse si allontana. E ritarda pure il Dpef, il documento in cui ogni anno i governi delineano la loro politica economica in un arco pluriennale: dal termine non obbligatorio del 30 giugno, probabilmente al 5 o 6 luglio. Il ministro dell´Economia Giulio Tremonti conferma che obiettivi per il 2003 saranno assieme il pareggio di bilancio e l´inizio del calo della pressione fiscale «sia per le famiglie sia per le imprese»; ma le spiegazioni su come conseguirli entrambi non sono ancora pronte. Arriveranno in un nuovo incontro con le parti sociali il 2 luglio. «Siamo tutti abbacchiati per la sconfitta dell’Italia e il Dpef non contribuirà a rendere piacevole la giornata, visti i suoi contenuti» ha scherzato il presidente del consiglio in apertura del primo dei due incontri sul Dpef, quello con gli enti locali (sindaci di alcune grandi città, presidenti di Regioni). Ma più tardi, nel successivo incontro con le forze sociali, Berlusconi ha proposto «un nuovo patto per l´Italia» ed escluso «provvedimenti ad impatto sociale». Antonio D´Amato, presidente della Confindustria, ha chiesto un netto contenimento dell´inflazione (forse con l´impressione che il governo voglia alzarne gli obiettivi) e degli aumenti salariali. Per Sergio Cofferati, molto polemico, «il governo non ha una sola idea degna di questo nome» e «il nulla non si può commentare». Per il rinvio della presentazione ufficiale del Dpef sono state date due differenti ragioni: impegni internazionali del capo del governo, mancanza di alcuni dati economici importanti come il risultato dell´autotassazione di giugno. In realtà sembra che i pezzi mancanti abbiano carattere soprattutto politico. Ovvero: 1) quanto costerà la riforma dell´indennità di disoccupazione, piatto forte della probabile intesa separata tra governo e sindacati senza la Cgil; 2) quali tendenze si percepiranno negli imminenti vertici europei quanto alla proposta francese di allentare i vincoli di bilancio. Nelle parole di Tremonti, «cifrare gli ammortizzatori sociali e vedere che cosa emergerà dal vertice di Siviglia». Ma il governo non ha nemmeno scoperto le carte sull´esatto tasso di crescita economica che ritiene di prevedere per il 2003; «siamo in linea con la media europea, facciamo meglio della Germania» è l´unica indicazione. Tremonti ha parlato solo della crescita a consuntivo del 2002, dicendo che il governo resta ancora alla «forchetta» tra il 2,3% (unanimemente ritenuto irraggiungibile dagli esperti) e l´1,2%. Mantenere la «forchetta» invece di individuare subito il dato più verosimile ha appunto lo scopo tattico di lasciare aperto il negoziato europeo su quanto scostamento dagli obiettivi di finanza pubblica sarà ammesso a causa della minor crescita. Di sanità si parlerà dunque in due riunioni oggi; «nessun ticket all´orizzonte» sostiene il presidente della Regione Piemonte Enzo Ghigo, mentre per il ministro per le Regioni Enrico La Loggia «si stanno valutando diverse ipotesi» compresa questa. Il primo die due incontri, alle 19, vedrà a confronto con gli enti locali La Loggia e il ministro della Sanità Gerolamo Sirchia; ma del ticket e delle altre misure per contenere le spese si parlerà più probabilmente nel secondo, alle 21 con il ministro Tremonti e con il sottosegretario al Tesoro Giuseppe Vegas. Dall´opposizione attacca il segretario dei Ds Piero Fassino: no al ticket, perché esistono altri strumenti per limitare i costi: «Guarda caso le regioni dove la spesa sanitaria è sotto controllo sono l’Emilia Romagna, l’Umbria, la Toscana cioè le regioni dove il centrosinistra governa da tanti anni e dove si è fatta una scelta di razionalizzazione. Lo sfondamento c’è nelle regioni di centrodestra: Lazio, Lombardia, Calabria, Puglia». Un ticket «leggero» e tagli all´edilizia sanitaria chiede invece dalle file della maggioranza il senatore Gianluigi Magri dell´Udc. «Un ticket intelligente per responsabilizzare i pazienti» è l´idea del senatore Antonio Tomassini di Forza Italia. Quanto alla complessiva manovra sulla spesa che dovrebbe rendere raggiungibili entrambi i grandi obiettivi – meno tasse e bilancio in pareggio – Tremonti ha detto che la legge finanziaria 2003 prevederà un «monitoraggio dinamico» delle spese, «non tagli e nemmeno provvedimenti che potrebbero avere un impatto sociale negativo». Le spese per investimenti potrebbero auemntare uscendo in parte dal bilancio dello Stato grazie ai finanziamenti in parte privati procurati dalla nuova società «Infrastrutture SpA».

        s. l.