Sui tagli il governo apre alle Regioni

07/10/2002







(Del 5/10/2002 Sezione: Economia Pag. 5)
Sui tagli il governo apre alle Regioni
Comuni e Province a bocca asciutta
ROMA
Nulla di fatto dopo la riunione a Palazzo Chigi tra governo ed Enti locali sui tagli imposti dalla Finanziaria 2003. La delegazione delle autonomie (presenti i Governatori di Piemonte, Ghigo, Emilia-Romagna, Errani e Lazio, Storace, mentre per i Comuni c´era il sindaco di Torino Chiamparino) ha incassato qualche disponibilità da parte del presidente del Consiglio Berlusconi a rivedere parzialmente la manovra, almeno per quel che riguarda il capitolo Regioni, mentre per i Comuni sostanzialmente vi è stata una chiusura. Adesso tutto sarà rinviato a un tavolo «tecnico», che potrebbe riunirsi già martedì della prossima settimana. Due ore di confronto serrato, con i rappresentanti degli Enti locali a leggere una lunga lista di lamentazioni per le conseguenze che il taglio dei trasferimenti provocherà sui bilanci di Regioni e Comuni, e indirettamente sui cittadini. Da Berlusconi, riferiscono i partecipanti all´incontro, molte aperture e parole di disponibilità: ma non appena il premier si è allontanato (per partecipare all´incontro col suo omologo danese), i ministri presenti – in primis Giulio Tremonti – avrebbero avuto un atteggiamento assai meno «aperto», nel concreto. Qualche segnale è emerso rispetto alle richieste delle Regioni, anche se resta il grande problema della sanità. Chiusura pressoché totale, invece, per quelle di Province e Comuni. Che le cose siano andate così lo si comprende anche dai commenti dei diretti interessati: mentre i Governatori della Casa delle Libertà si sono affrettati a manifestare apprezzamento per l´esito dell´incontro (non così quelli dell´Ulivo), tutti i sindaci compresi quelli di centrodestra confermano più che mai le loro preoccupazioni. È stato il ministro per gli Affari regionali Enrico La Loggia a spiegare la linea del governo al termine del confronto. «Berlusconi – ha detto – ha dato la propria disponibilità a emendare la manovra; per questo nella prossima settimana sarà istituito un tavolo tecnico». La Loggia ha però confermato i tagli ai trasferimenti ai Comuni, mentre più articolato è stato il discorso sulle Regioni: nessun taglio ai trasferimenti con la possibilità, così come hanno chiesto i governatori, di trovare misure alternative al congelamento delle addizionali Irpef e Irap. Articolato, come detto, il giudizio dei rappresentanti degli Enti Locali. Il primo ad uscire da Palazzo Chigi è stato Roberto Formigoni (Lombardia, Fi) che ha subito parlato di «passi in avanti». Più cauto il parere del presidente della Conferenza delle Regioni, Enzo Ghigo (Piemonte, Fi), il quale ha detto che «non c’è un giudizio finale», anche se ha registrato positivamente la disponibilità di Berlusconi. Il suo vice, il diessino Vasco Errani (Emilia Romagna), aprendo un altro fronte tra le Regioni, emerso già ieri nel corso dell’elaborazione del documento presentato oggi al governo,ha invece rinnovato tutte le sue perplessità. Appoggiato, tra gli altri, dal presidente delle Marche, Vito D’Ambrosio – che ha detto che se «l’incontro si era aperto tra le speranze si è chiuso tra i timori» – Errani ha dichiarato che «questa Finanziaria così com’è è insostenibile; Berlusconi ha dato la sua disponibilità, vedremo, il federalismo fiscale deve partire dal 2003». Per Comuni e Province, invece, l´articolazione politica non c´è, e la conferma dei tagli non ha lasciato scelta ai rappresentanti istituzionali, tutti, anche quelli di centro destra. Lo ha fatto capire, senza mezzi termini, il sindaco di Catanzaro Sergio Abramo, il quale ha detto che non saranno duemila miliardi a risanare l’economia, a fronte del fatto che i cittadini si aspettano servizi migliori: «il governo – ha osservato – dovrebbe saperlo». Sulla stessa linea il forzista (e amico personale di Berlusconi) sindaco di Catania, Umberto Scapagnini. «Al di là della disponibilità del presidente del Consiglio – ha detto il sindaco di Firenze Leonardo Domenici, diessino – attendiamo dal governo impegni concreti»: secondo il presidente dell’Anci, entrando nel merito delle questioni quella disponibilità si sarebbe, infatti, rarefatta. Come dimostra la dichiarazione di Forte Clò, rappresentante delle province dell´Upi: «l´atteggiamento dei ministri è stato di netta chiusura. A questo punto le nostre preoccupazioni aumentano». Resta il fatto che gli spazi effettivi di manovra dell´Esecutivo – mentre le richieste di emendamento e correzioni si moltiplicano da più parti – sembrano obiettivamente stretti.
Roberto Giovannini