Sui poteri sindacali si allarga il solco con la Cisl

05/04/2001

Giovedì 5 Aprile 2001

SINDACATI & DIVISIONI

Sui poteri sindacali si allarga il solco con la Cisl

      ROMA – Doveva essere l’occasione per riaprire il dialogo con Cisl e Uil. Partendo da «due, tre questioni» di respiro europeo, aveva proposto il vicesegretario della Cgil, Guglielmo Epifani, aprendo l’Assemblea dei quadri e delegati: la partecipazione, la democrazia industriale. Prendendola insomma alla larga. E invece l’imprevisto rappresentato da Savino Pezzotta ha scompigliato le carte. Martedì l’intervento del segretario della Cisl, privo di quelle accortezze diplomatiche di solito usate dagli ospiti, tutto teso a sottolineare le differenze, ha gelato la platea cgiellina del Palazzo dei Congressi, approfondendo il solco tra Cgil e Cisl e costringendo il leader della Cgil, Sergio Cofferati, a replicare ieri sullo stesso tono. Il progetto di unità sindacale si allontana. Cofferati lo ha spiegato citando il racconto "Il viaggio" di Tonino Guerra. Due anziani, Rico e Zaira, abitano a 30 chilometri dal mare, ma non lo hanno mai visto. Decidono di andarvi, ma quando arrivano non riescono a vederlo perché c’è nebbia. Allora si siedono e aspettano. «Anche noi siamo arrivati al mare e c’è la nebbia. Ma la Cgil non aspetterà il mare. Al congresso (nel 2002, n.d.r) dovremo decidere come muoverci verso l’orizzonte. Lo faremo su una barca, il nostro progetto». Per tentare l’unità è rimasto quindi un anno. Ma c’è un ostacolo insormontabile. Cofferati vuole l’attuazione dell’articolo 39 della Costituzione, cioè una legge sulla rappresentanza che misuri i rapporti di forza e affermi il modello del «sindacato dei lavoratori». Pezzotta con altrettanza determinazione avverte che la Cisl si opporrà alla legge perché resta fedele al modello del «sindacato degli iscritti».
Enr. Ma.


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