Sui licenziamenti tempi da tagliare

18/07/2002

18 luglio 2002



La proposta di legge della Margherita messa a punto dall’ex ministro Treu
Sui licenziamenti tempi da tagliare

Mariolina Sesto
(NOSTRO SERVIZIO)

ROMA – Abbattere tempi e costi delle cause contro i licenziamenti favorendo il ricorso al collegio di arbitrato e abbreviando l’iter processuale. È questa la ricetta contenuta in un progetto di legge che il gruppo della Margherita presenterà alle Camere prima della pausa estiva. «Le cause in materia di licenziamento – spiega l’estensore della bozza di legge, Tiziano Treu – non portano con sè solo il problema della eventuale reintegra ma anche quello dei costi che sono altissimi sia in termini di risorse che di incertezza». Per questo, uno degli assi portanti della proposta è quello di abbreviare l’iter giudiziario riducendo a due i gradi di giudizio (eliminando in sostanza il giudizio per Cassazione). «In questo modo, giudizi che durano mediamente sette-otto anni – aggiunge Treu – vedrebbero dimezzata la loro durata, con grande beneficio del datore di lavoro che si troverebbe a pagare molti meno anni di arretrati al lavoratore in caso di licenziamento ingiustificato». D’altronde, iter così accorciati non sono una novità: sono stati sperimentati, seppur sotto altra veste, nel pubblico impiego e sono comunque giustificati dalle eccessive ripetizioni del procedimento completo. La proposta di legge, che vuole «sdrammatizzare» il fronte caldo dei licenziamenti, apre anche all’istituzione di un fondo di garanzia, finanziato con risorse dei datori e dei lavoratori, destinato a coprire gli oneri sostenuti per far fronte a provvedimenti che ribaltano precedenti sentenze a favore del licenziamento. Anche questa per Treu rappresenta una mano tesa al fronte imprenditoriale che spesso paga a caro prezzo i lunghi iter processuali in materia di lavoro. La soluzione proposta dalla Margherita – e attualmente sottoposta al giudizio dell’intero Ulivo – prevede inoltre tempi certi e ristretti per l’impugnazione del licenziamento: quattro mesi dalla comunicazione del provvedimento, a pena di decadenza. Il giudice ha inoltre la possibilità di affidare l’istruttoria a un giudice di pace o a un conciliatore che ne sovraintenda lo svolgimento secondo le sue indicazioni. Quanto alle procedure arbitrali che, sottolinea Treu «durano meno e costano poco», è prevista una pronuncia del giudizio entro quarantacinque giorni e richiesto l’impegno del Governo per l’istituzione degli appositi collegi e l’incentivazione dei tentativi di conciliazione. Tra questi, la riduzione degli oneri relativi alle somme acquisite in attuazione di decisioni arbitrali; il sostegno alla costituzione di strutture arbitrali stabili; l’impegno a predisporre programmi di formazione professionale per gli arbitri. Principi e criteri direttivi per la valorizzazione delle procedure arbitrali – si legge nella bozza della legge – devono essere stabiliti dal Governo sulla base di un avviso comune fra le parti sociali.