Sui contratti ora si tratta e sullo sciopero si rinvia

19/10/2004



il nuovo Riformista

 
martedì 19 ottobre 2004





CONFEDERAZIONI. A SORPRESA, IL CLIMA S’È FATTO BUONO
Sui contratti ora si tratta e sullo sciopero si rinvia
Lo scambio implicito dietro il disgelo (segreto) tra i tre sindacati



Dai materassi al disgelo il passo è talmente lungo che i segretari di Cgil, Cisl e Uil hanno deciso di compierlo nel riserbo più assoluto. Si sono visti in pieno giorno, ieri mattina, all’hotel Parco dei Principi, e che si sarebbero incontrati si sapeva da una settimana, cioè quando si erano presi – per l’ennesima volta – a pesci in faccia, ma dove e tra chi si sarebbero incontrati, Epifani, Pezzotta e Angeletti, non lo sapeva nessuno, ancora fino a ieri mattina, compresi molti dei loro uomini più fidati. «Hanno preferito la segretezza perché l’incontro era delicatissimo: se fosse andato male, non volevano trovarsi davanti ai taccuini dei cronisti e rendere palese l’ennesima spaccatura», dice una delle poche fonti sindacali che peraltro non ha condiviso la strategia di (non) comunicazione. L’agenzia di stampa Apcom, però, ha battuto tutti gli alberghi del centro di Roma fin quando non ha scovato le macchine della scorte dei tre. Morale (e risultati) dell’incontro? Il chiarimento tra Cgil, Cisl, Uil c’è stato, non è di facciata e potrebbe portare persino a risultati insperati. Anche se, s’intende, da «clima buono» a «clima sereno» ce ne corre e il termine più abusato per la lunga discussione a tre è «discussione franca». Che vuol dire, come si sa, tutto è niente. Questa volta, però, forse vuol dire qualcosa. Su tre punti. Primo, revisione degli assetti contrattuali: la commissione interconfederale – quella invocata da mesi e che ricorda da mesi l’araba fenice – sarà insediata al più presto, parallelamente a quella sulle regole, cioè sulla democrazia e la rappresentanza. Se non una svolta, un buon inizio. Con, in più, una novità: l’impegno diretto, con una funzione tra la supervisione e la garanzia, dei tre segretari generali in persona. Inoltre, altro sotto-punto non di poco conto, la discussione non sarà eterna: «Quando finirà non è dato sapere, ma avendo un inizio avrà anche una fine», dice la Cgil.
Punto secondo, la legge Finanziaria: le tre confederazioni metteranno a punto un documento con le loro contro-proposte da presentare al governo. Il primo tempo di una partita che prevede, senza dare nulla per scontato, «anche» la mobilitazione e la lotta. Ma «dopo». Per ora, prevede «solo» il confronto. Insomma, prima si presentano le proprie proposte (unitarie). Poi – e solo se vengono rifiutate – si scende in piazza e si sciopera. Il punto sembra una sconfitta per la Cgil, partita lancia in resta contro il governo e pronta a spalleggiare l’offensiva della Gad contro la Cdl e la discesa in campo di Prodi. «Non è vero – ribattono gli uomini di Epifani – queste posizioni le abbiamo dal documento di marzo dell’Eur, stilato da tutte e tre le confederazioni insieme. “Andare a vedere” le carte del governo, non vuol dire “attendere per sempre che il governo conceda qualcosa”, nel collegato o altrove». Infine, Cgil, Cisl e Uil terranno un seminario sul rapporto tra «sindacato e politica», una cosa del genere «Brevi cenni sull’Universo». «Un seminario non si nega mai a nessuno…», ironizza chi vorrebbe mettere in luce la ritirata della Cisl su un punto a Pezzotta molto caro: l’autonomia del sindacato dai governi come dalle opposizioni. Certo è che le due ore e mezza di incontro a tre almeno sospetti e diffidenze reciproche, forse, le hanno fugate e il confronto sembra aver lasciato soddisfatti tutti e tre i protagonisti. Le (scarne) dichiarazioni ufficiali si limitano a registrare il «buon clima». Ma se il clima diventerà ottimo e abbondante dipenderà dai soliti due corni del dilemma. Le critiche alla Finanziaria diventeranno sciopero generale? E le commissioni interconfederali avvieranno il confronto con Confindustria? «Se non ora, quando», dicono sospirando gli uomini dei tre leader alla fine del giorno del disgelo.



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