Sui contratti muro contro muro

10/05/2001


La Stampa web


 
 
ECONOMIA
Giovedì 10 Maggio 2001

La Fiom-Cgil minaccia lo sciopero generale. Interrotte le trattative del commercio: la rottura è sui salari
SUI CONTRATTI MURO CONTRO MURO
Gian Carlo Fossi
ROMA Altolà di Confindustria alla strumentalizzazione politica sui rinnovi contrattuali, mentre in simultanea la Fiom-Cgil minaccia un’estate calda e un autunno rovente con il ricorso ad uno sciopero generale. Lo scontro diventa incandescente, senza esclusione di colpi, e riduce ulteriormente i già esigui margini per ricucire lo strappo e riattivare le relazioni sindacali in un’atmosfera più distesa. Nè migliori notizie arrivano dal fronte del commercio: ieri sera si è interrotta la trattativa per il rinnovo del contratto economico biennale di oltre 1 milione e mezzo di lavoratori del settore, con un secco «no» dei sindacati alle proposte di Confcommercio per l’aumento salariale e l’allungamento da 2 a 3 anni della durata della parte salariale. Al termine di una riunione al palazzo di vetro dell’Eur il comitato direttivo di Confindustria ha emesso un breve comunicato in cui «condanna la strumentalizzazione in atto sulla vicenda contrattuale» e sottolinea come sia «grave che il dialogo sociale, sul quale si basa la struttura del nostro sistema contrattuale, venga distorto o interrotto ad esclusivi fini politici». Più in generale, l’assise degli industriali ha condiviso la posizione espressa dal presidente della confederazione Antonio D’Amato al governo «sulla necessità di una puntuale applicazione dei principi dell’accordo del luglio 1993 in tutti i rinnovi contrattuali, rinnovi che stanno seguendo il loro naturale svolgimento». Infine, un’ulteriore presa di distanza dalla Cgil: il direttivo, infatti, «valuta positivamente il contenuto dell’intesa sui contratti a termine, nel giorno in cui è avvenuta la formale consegna al ministero del lavoro dei documenti sottoscritti con Cisl, Uil, Ugl e Cisal dai presidenti di 12 confederazioni imprenditoriali, comprese Abi e Ania». Non meno duro l’attacco a Confindustria sferrato dal leader della Fiom Claudio Sabattini in sintonia con le pesanti affermazioni fatte nei giorni scorsi dal segretario generale di Cgil Sergio Cofferati. «Se entro l’estate – annuncia Sabattini – non si riuscirà a trovare un accordo per i contratti ancora aperti il sindacato potrebbe decidere di tornare allo sciopero generale di tutti i lavoratori. In particolare, se Confindustria non modifica la sua posizione sui contratti, lo sciopero generale è probabile». Ma, non è tutto. Dopo l’astensione dei metalmeccanici indetta per il 18 maggio, già prima dell’estate potrebbe essere deliberato uno sciopero che coinvolga tutti i lavoratori interessati ai contratti aperti. Tornando, poi, al rinnovo del contratto dei metalmeccanici il segretario generale di Fiom osserva: «La situazione è molto difficile. Federmeccanica ci ha proposto un aumento del 2,9% e contro questo abbiamo interrotto le trattative e proclamato lo sciopero. La Confindustria ha confermato che non sono dovuti aumenti per il divario tra inflazione programmata e inflazione reale». Anche Adriano Musi, segretario generale aggiunto della Uil, dichiara che per il rinnovo dei contratti i sindacati metteranno in campo «tutti gli strumenti necessari al raggiungimento delle intese senza escludere nulla, compreso lo sciopero generale, sia pure con senso di responsabilità». E il ricorso allo sciopero generale non lo esclude neppure il segretario confederale della Cisl Raffaele Bonanni. Alla minaccia di un black-out replica al volo Guidalberto Guidi, responsabile delle relazioni industriali di Confindustria: «Ognuno è libero di fare ciò che vuole». Al contrario, il presidente di Federmeccanica Andrea Pininfarina preferisce sorvolare sull’ipotesi di sciopero generale e lancia un segnale interessante: «Io mi auguro che il contratto dei metalmeccanici si possa chiudere entro questa estate». .
Copyright ©1999 Scrivi alla Redazione Credits Publikompass