Sui conti Gucci del 2002 pesano gli investimenti

28/03/2003


          Venerdí 28 Marzo 2003
          FINANZA E MERCATI
          Sui conti Gucci del 2002 pesano gli investimenti

          Ricavi stabili ma l’utile scende da 312,5 a 226,8 mln – Attesa una ripresa del cash flow

          C.PER.


          FIRENZE – Ricavi stabili, utile in calo. Il 2002 di Gucci s’è chiuso con un colpo di reni, che ha consentito al gruppo fiorentino di recuperare terreno nel quarto trimestre dell’anno, archiviatoo il 31 gennaio scorso. Il fatturato consolidato dell’intero esercizio è stato di 2.544,3 milioni di euro contro i 2.565,1 del 2001, il risultato operativo è passato da 268,4 a 179,4 milioni, l’utile netto è sceso da 312,5 a 226,8 milioni, e quello per azione diluito è stato pari a 2,21 euro a fronte dei 3,08 di un anno prima. «È stato un anno d’investimenti importanti per lo sviluppo dei nostri marchi – commenta il presidente e amministratore delegato di Gucci, Domenico De Sole -. Sono soddisfatto di quanto abbiamo raggiunto e in particolare della performace del gruppo, che ha tenuto nonostante il rallentamento della domanda dei beni di consumo». De Sole è comunque ottimista per il futuro: «Abbiamo marchi forti e nel medio-lungo periodo il settore tornerà a correre – dice -. Certo, è più difficile fare previsioni a breve: auguriamoci che la guerra duri poco e che, come nel 1991, l’economia riparta subito». Nel 2003 di Gucci ci saranno meno investimenti, rispetto ai 510 milioni spesi l’anno scorso, di cui 220 destinati all’apertura e al rinnovo dei negozi. «La flessione sarà significativa, perché usciamo da un biennio di riorganizzazione e riposizionamento dell’immagine e della rete distributiva dei marchi acquisiti – continua De Sole -. Adesso questa fase è conclusa e l’esercizio in corso vedrà anche una sensibile crescita del cash flow». A trainare i numeri di Gucci è ancora soprattutto la divisione storica della doppia "G", ma nel 2002 anche Yves Saint Laurent, Ysl Beauté e Bottega Veneta hanno messo a segno risultati importanti. L’azienda francese ha realizzato una crescita del 75,3% nelle vendite dirette, dove ha raggiunto un fatturato di 83 milioni di euro. Nella pelletteria, l’incremento dei ricavi è stato addirittura del 270 per cento. Analogamente, Ysl Beauté ha saputo trarre vantaggio dal riposizionamento di Yves Saint Laurent per rafforzare il business dei profumi e dei cosmetici, con un miglioramento del 16% del fatturato. «Nel prossimo futuro, scenario politico mondiale permettendo, raccoglieremo completamente i frutti del lavoro fatto», aggiunge il presidente del gruppo. Intanto, De Sole e il direttore artistico Tom Ford proseguono le trattative con Ppr, l’azionista di maggioranza di Gucci (61% circa), per decidere il loro futuro in azienda. Resteranno i due manager? «Il rapporto con Ppr è buono e stiamo discutendo sui diversi aspetti della questione, a cominciare dall’autonomia gestionale – conclude De Sole -. Sono fiducioso sulla possibilità di raggiungere un accordo». I tempi dovrebbero essere non lunghi.