Sui «100 giorni» una sfida in due tempi

14/09/2001

Il Sole 24 ORE.com





    Il rilancio dell’economia – Il Governo vuole accelerare l’iter parlamentare e apportare correzioni solo in un secondo momento

    Sui «100 giorni» una sfida in due tempi
    Il Ddl Tremonti cerca un’approvazione sprint – Il nodo dei ritocchi promessi ai sindacati
    Jean Marie Del Bo
    ROMA – Il pacchetto dei 100 giorni scopre la "politica dei due tempi". Il Governo vuole affrettare l’approvazione definitiva dei disegni di legge su rilancio dell’economia, diritto societario e infrastrutture. Ma i provvedimenti richiedono ancora una messa a punto: da qui la necessità di cercare un percorso che consenta di varare i progetti e di trovare una strada per correggerli dopo qualche settimana. Con l’introduzione di una politica legislativa "dei due tempi", la cui efficacia resta però tutta da valutare. Se la strada, poi, sembra percorribile senza troppi problemi – pur con tensioni molto forti fra maggioranza e opposizione – per diritto societario e infrastrutture (si vedano gli altri articoli in pagina), che dovrebbero essere modificati rispettivamente con un nuovo Ddl e con la legge Finanziaria, l’operazione si rivela molto più difficile per il disegno di legge sul rilancio dell’economia. Le opzioni sul tavolo sono due. Da un lato il Governo – spiega il sottosegretario al Tesoro, Daniele Molgora – vuole un’approvazione sollecita del Ddl, accompagnata dalla diffusione di una circolare che sciolga i dubbi interpretativi della agevolazione «Tremonti» e dall’anticipo, per esempio con un ordine del giorno, delle novità per gli altri istituti che sarebbero introdotte con un successivo decreto legge. L’altra ipotesi, invece, che ha come primo proponente il vice-presidente della commissione Finanze, Maurizio Leo, punta sull’approvazione degli emendamenti ritenuti necessari alla Camera e sul varo immediato di un decreto legge "a perdere" che li recepisca, facendoli entrare in vigore in attesa del secondo passaggio al Senato del provvedimento. Una soluzione, sottolinea il relatore Vittorio Emanuele Falsitta, che potrebbe veder confluire nel decreto legge le norme più urgenti come Tremonti-bis e sommerso. Una strada, inoltre, che potrebbe trovare una "sponda" anche nell’opposizione ed è stata utilizzata anche nella precedente legislatura. Il nodo si dovrebbe sciogliere la settimana prossima: martedì saranno sentite le parti sociali, mercoledì scadrà il termine per la presentazione degli emendamenti. Ed è lo stesso presidente della commissione Finanze, Giorgio La Malfa, a sottolineare che entro giovedì il Governo farà sapere le proprie intenzioni. Il problema procedurale si intreccia strettamente con le ragioni politiche. Il 3 agosto scorso una lettera alle parti sociali del sottosegretario al Welfare, Alberto Brambilla, dava conto di una serie di emendamenti «concordati con il ministero dell’Economia e delle Finanze e l’Inps». Proposte di modifica destinate a rivedere le regole sul sommerso, secondo le linee anticipate sul Sole-24 Ore nei giorni scorsi: dalla riduzione dei contributi per lavoratori e datori, al tentativo di facilitare la lotta al lavoro nero, alla riduzione delle sanzioni in caso di "mancanze" scusabili dei soggetti obbligati. E proprio dai sindacati è arrivata la richiesta al Governo di rispettare gli impegni sul lavoro nero. Cgil e Uil non condividono l’ipotesi dei due tempi, mentre la Cisl ritiene che accantonare le modifiche sarebbe «un pessimo viatico al confronto sul welfare». Il provvedimento cui il Governo affida molte speranze di ripresa dell’economia non convince l’opposizione, che ieri è passata all’attacco con una lettera a La Malfa. I parlamentari dell’Ulivo chiedono chiarimenti al Governo sulla portata dei primi tre commi dell’articolo 2 in materia di illeciti ambientali: si tratterebbe di una vera e propria amnistia, realizzata senza rispettare le procedure. Sotto tiro anche la costituzionalità dell’intervento di riorganizzazione delle strutture del ministero dell’Economia. Infine, l’Ulivo chiede chiarimenti sugli effetti di Dit e «Visco» e sui presumibili effetti derivanti dalla revisione del sistema di agevolazioni contenuto nel disegno di legge. Unica eccezione alla marcia un po’ tortuosa dei provvedimenti del "pacchetto" dei 100 giorni, il decreto legislativo sui contratti di lavoro europei, approvato definitivamente dal Consiglio dei ministri il 9 agosto. L’avvio dei nuovi contratti a termine tarda, però, ad arrivare, per il ritardo della pubblicazione in «Gazzetta Ufficiale» della revisione normativa prevista nella direttiva 99/70/Ce del 28 giugno 1999, relativa all’accordo quadro concluso da Unice, Ceep e Ces.
    Venerdí 14 Settembre 2001
 
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