Sugli studi di settore il ministro apre ai commercianti

15/10/2004


            venerdì 15 ottobre 2004

            E sugli studi di settore il ministro apre ai commercianti

            ROMA – Il nuovo pacchetto di sgravi fiscali per il 2005 comincia a prendere corpo, anche se persistono difficoltà sulla copertura finanziaria. Ieri sera il sottosegretario all’Economia, Giuseppe Vegas, ha assicurato che la manovra comporterà anche un innalzamento dell’area di completa esenzione fiscale dagli attuali 7.500 (7 mila per autonomi e pensionati) a 10 mila euro. Operazione di cui beneficeranno in particolare «i redditi più bassi», ha detto Vegas intervenuto alla trasmissione Porta a Porta su RaiUno, anche se in quella stessa sede il viceministro Mario Baldassarri è parso più prudente.

            Con le tre aliquote, gli assegni familiari pesanti, la conferma delle deduzioni a scalare e la nuova "no-tax area" (se confermata) il piano del ministro Siniscalco dovrebbe essere ormai quasi pronto. Sul piano tecnico restano da definire gli scaglioni, ma il nodo politico più consistente resta la copertura degli sgravi fiscali, che costerebbero 6,5 miliardi di euro.

            Ci sono problemi da risolvere anche con la Finanziaria. Soprattutto sulla revisione degli studi di settore, bollata dal presidente della Confcommercio Sergio Billè come «una nuova addizionale per aiutare i conti alluvionati dello Stato». Ieri Siniscalco ha partecipato alla giunta della Confederazione, ha spiegato che il gettito di 3,8 miliardi deve essere comunque garantito, ma ha promesso l’apertura di un tavolo di confronto da lunedì prossimo. E ha dato la sua disponibilità a rivedere le norme che prevedono l’aggiornamento annuale degli studi in base agli indici Istat.

            Indici che, secondo il presidente Luigi Biggeri, «l’Istat non è in grado di elaborare con le risorse attuali». Anche se a Gianfranco Fini la cosa appare quanto meno «paradossale», il governo è pronto a ricorrere a strumenti alternativi. Siniscalco pensa ai dati dell’Agenzia delle Entrate, Fini ipotizza di ricorrere direttamente alle categorie per ottenere i parametri per l’aggiornamento annuale degli studi.

            Non è finita qui, perché la Commissione Bilancio della Camera, nonostante i documenti e le spiegazioni fornite da Siniscalco e dal Ragioniere Generale, Vittorio Grilli, ha ancora dubbi sull’efficacia del tetto al 2% per la crescita della spesa. Il ministro è stato così riconvocato per la prossima settimana per un’audizione informale a porte chiuse. Problemi anche con le Regioni, che chiedono lo stralcio dalla Finanziaria del blocco degli investimenti, la sistemazione del nodo sanità, il rifinanziamento del fondo sociale. Il governo, ieri, ha intanto deciso di sospendere l’efficacia del decreto 56 del 2000 contestato dai governatori del Sud e da An perché non garantisce un’equa distribuzione dei trasferimenti dello Stato. Sarà riscritto dall’Alta Commissione per il federalismo fiscale.


            Il servizio bilancio di Montecitorio, nel frattempo, continua a fare le pulci alla manovra. Le perplessità sollevate, come al solito, non sono poche: dal tetto alla spesa, al gettito degli studi di settore, della revisione delle rendite catastali, della manovra per l’emersione degli affitti in nero. Forti dubbi anche sulla liceità dell’installazione dei videogiochi nelle sale Bingo, da cui l’erario conta di ricavare 20 milioni. Una legge, che la Finanziaria dimentica di modificare, lo vieta esplicitamente.