Sugli infortuni tutela ampliata

02/11/2004


             
             
             
             
            Numero 262, pag. 32
            del 2/11/2004
            Sugli infortuni tutela ampliata
             
            Suprema corte: datore responsabile per le lesioni.
             Stefano Corbetta
            Il datore di lavoro è penalmente responsabile per le lesioni subite dal lavoratore, provocate da un errore di costui durante lo svolgimento delle sue mansioni. Il principio è stato affermato dalla quarta sezionale penale della Suprema corte, in una recente sentenza (n. 36804/04). La vicenda riguardava l’amministratore unico di una srl, che, in entrambi i gradi del giudizio di merito, era stato condannato in relazione al delitto di lesioni personali colpose occorse a una dipendente priva di protezioni o di altre misure atte a impedire il verificarsi di infortuni. Il datore di lavoro si era difeso sostenendo che la causa dell’infortunio fosse unicamente addebitabile alla condotta colposa della vittima, che non aveva osservato le giuste precauzioni. Di diverso avviso è stata la decisione della Cassazione, la quale ha sostenuto che ´il datore di lavoro è responsabile anche degli infortuni ascrivibili a imperizia, negligenza e imprudenza del lavoratore, salvo i casi della assoluta abnormità del comportamento di quest’ultimo’. La Corte ha sottolineato che il datore è titolare di una posizione di garanzia, ´che gli impone di apprestare tutti gli accorgimenti, i comportamenti e le cautele necessari a garantire la massima protezione del bene protetto, la salute e l’incolumità del lavoratore’; egli, quindi, non può ´fare affidamento sul diretto, autonomo, rispetto da parte del lavorato delle norme precauzionali, essendo invece suo compito non solo apprestare tutti gli accorgimenti che la migliore tecnica consente per garantire la sicurezza degli impianti o macchinari utilizzati, ma anche di adoperarsi perché la concreta esecuzione del lavoro avvenga nel rispetto di quelle modalità’. Il datore, pertanto, è esonerato da responsabilità per gli infortuni occorsi al dipendente solo quando il comportamento di costui sia ´abnorme’, ´dovendo definirsi tale il comportamento imprudente del lavoratore che o sia stato posto in essere da quest’ultimo del tutto autonomamente e in un ambito estraneo alle mansioni affidategli, e, pertanto, al di fuori di ogni prevedibilità per il datore di lavoro, o rientri nelle mansioni che gli sono proprie ma sia consistito in qualcosa radicalmente, antologicamente, lontano dalle ipotizzabili e, quindi, prevedibili, imprudenti scelte del lavoratore nella esecuzione del lavoro’. Nel caso di specie, la condotta della vittima, benché imprudente, non poteva qualificarsi come abnorme’. (riproduzione riservata)