Sugli Albi prove di riforma

16/10/2002




          16 ottobre 2002

          NORME E TRIBUTI
          Sugli Albi prove di riforma

          Il sottosegretario Vietti ha incontrato le rappresentanze di Ordini, Casse, sindacati e associazioni


          ROMA – Tempi stretti per definire la proposta per la riforma delle professioni. Entro novembre, ha promesso il sottosegretario alla Giustizia, Michele Vietti, ai vertici delle componenti professionali convocati ieri in via Arenula (si veda «Il Sole-24 Ore» di martedì). All’incontro hanno partecipato tra gli altri: Raffaele Sirica (Cup, il Comitato unitario degli Ordini), Maurizio de Tilla (Adepp, l’organismo che rappresenta le Casse di previdenza), Giuseppe Lupoi (Colap, il coordinamento delle associazioni cui fanno riferimento le professioni non organizzate in Albi), Gaetano Stella e Mario Cassano (rispettivamente per le confederazioni sindacali Consilp e Confedertecnica) ed Ennio Lucarelli (Fita, la federazione del terziario avanzato). «Ho posto una questione di metodo. Si tratta – spiega il sottosegretario Vietti – di trovare una strada che consenta di conseguire il risultato che a parole tutti auspicano. Certo dobbiamo fare i conti con le difficoltà: sul versante europeo è in gestazione la direttiva sul riconoscimento dei titoli professionali, sul fronte interno le Regioni scalpitano per esercitare il potere legislativo concorrente riconosciuto dalla Costituzione. Tuttavia, proprio questi elementi possono costituire l’incitamento ad arrivare al traguardo della riforma». L’iter proposto da Vietti scommette sulla capacità di nove esperti di coniugare gli interessi delle parti coinvolte nella riforma all’interno di un riassetto complessivo del sistema. Secondo Vietti, «quattro sono i punti cardinali: la legge quadro deve rispettare la competenza delle Regioni, essere in linea con l’Europa, rinnovare il sistema ordinistico ed aprirsi alle professioni emergenti». Nell’elaborazione della riforma – un testo snello, raccomanda Vietti – si farà tesoro delle proposte già sul tappeto: dal documento presentato dal Cup lo scorso maggio (si veda la scheda) alle iniziative parlamentari. «Occorre – spiega Vietti – far precipitare tutta questa materia che è ancora "in sospensione" attraverso un momento di confronto, dove non siano prevalenti le esigenze delle singole componenti, altrimenti non riusciremo a venirne a capo. Entro la fine della settimana le rappresentanze delle professioni comunicheranno una rosa di nomi tra cui il ministero si riserva di scegliere gli esperti della commissione in modo da assicurare, da un lato, il collegamento con le parti in gioco, dall’altro l’equilibrio degli interessi». In ogni caso, per la nomina dei tecnici «non si applicherà il manuale Cencelli. Dobbiamo contare – afferma il sottosegretario – su persone competenti, che abbiano disponibilità di tempo e che arrivino al risultato entro novembre, riconoscendo la dignità di tutti». Se si giungerà a un testo condiviso il Governo adotterà ufficialmente la proposta, scendendo in campo per tentare di realizzare una riforma "invocata" da anni. Per il sottosegretario Vietti i tempi sono stringenti anche per il disegno di legge che suggellerà la nuova professione economico-contabile. «A breve – preannuncia Vietti – incontrerò i presidenti dei Consigli nazionali di dottori commercialisti e ragionieri per esaminare lo schema definitivo del disegno di legge sull’unificazione. La disciplina degli aspetti particolari sarà dettata attraverso decreti ministeriali». Quanto alla revisione del Dpr 328/2001, che ha raccordato con i nuovi titoli universitari gli ordinamenti professionali, riscrivendo in particolare i requisiti per l’accesso agli Ordini, la Giustizia attende le proposte del ministero dell’Istruzione. «Siamo disponibili – conclude Vietti – a correggere le situazioni non ben regolamentate». Il cammino verso la riforma complessiva delle professioni è certamente insidioso, ma la tappa di ieri è salutata da tutte le componenti con cauta soddisfazione. Lupoi del Colap riconosce a Vietti l’atteggiamento di disponibilità verso le associazioni non riconosciute. I sindacati, con Stella, giudicano positivo il fatto che «i lavori della commissione non siano vincolati alla proposta del Cup», ritenendo essenziale determinare i confini tra rappresentanza istituzionale e sindacale. Sirica rimarca come la proposta del Cup sia «un punto di partenza per distillare i princìpi delle professioni». De Tilla giudica positivo l’obiettivo di una legge snella, anche se «la bozza degli esperti – avverte – deve essere approvata dalle componenti professionali. Un provvedimento di vertice non è accettabile».
          Maria Carla De Cesari