«Sud, un tavolo permanente»

04/07/2002



Giovedí 04 Luglio 2002
«Sud, un tavolo permanente»
ROMA – Un tavolo permanente per il Sud. È questa la proposta lanciata ieri dal Governo alle parti sociali nel confronto svoltosi a Palazzo Chigi. L’obiettivo del Governo è di coinvolgere imprese e sindacati nella valutazione degli strumenti destinati a favorire il rilancio del Mezzogiorno mantenendo aperto il confronto anche dopo l’approvazione del Dpef e l’eventuale accordo con le parti sociali sugli altri tavoli. Resta, invece, ancora poco chiara la proposta dell’Esecutivo sul "che fare" per il Sud a partire dalle risorse destinate allo sviluppo delle aree depresse e all’individuazione degli strumenti per favorirlo. Tant’è che anche la riunione ieri – a sentire i commenti dei partecipanti – è stata definita interlocutoria. Anche perchè sul Mezzogiorno, ancora una volta, sono emerse diverse posizioni nel Governo e in particolare tra i ministeri dell’Economia, delle Attività produttive e la stessa Presidenza del Consiglio che aveva messo a punto un documento che tuttavia si è preferito non consegnare alle parti sociali perchè non condiviso interamente da tutti i ministri e viceministri competenti sul Sud. In particolare, non è piaciuta (soprattutto al viceministro dell’Economia Gianfranco Miccichè) l’ipotesi di un rafforzamento dei contratti di programma (ora di competenza delle Attività produttive) per la delocalizzazione di insediamenti produttivi da Nord a Sud attraverso la "rinascita" di un «coordinamento» a Palazzo Chigi di concerto con le Attività produttive finalizzato anche a favorire la crescita-formazione del capitale umano meridionale. Il Governo, invece, ha confermato ufficialmente l’imminente approvazione (che potrebbe arrivare già domani) del decreto che consentirà alle sole Regioni del Sud di beneficiare del credito d’imposta sui nuovi investimenti e contemporaneamente del cumulo con la Tremonti bis. Nei documenti circolati ieri a Palazzo Chigi non si entra nel dettaglio delle risorse. L’Esecutivo ha ribadito alle parti sociali che nel Dpef verrà sottolineata la volontà di incrementare i finanziamenti destinati alle aree depresse. E di assumere come «obiettivo programmatico» l’aumento della spesa in conto capitale destinata al Mezzogiorno portandola a un valore medio del 45% del totale stimato nel periodo 2002-2008. Contemporaneamente, si conferma anche lo sforzo del Governo di assicurare al Sud risorse ordinarie pari ad almeno il 30% del totale della spesa del settore pubblico allargato. Quanto alle agevolazioni alle imprese non è ancora chiaro se si andrà (come proposto dall’Economia) verso la realizzazione di un fondo unico per gli incentivi o se con la prossima Finanziaria si provvederà alla ripartizione delle risorse tra i diversi strumenti (legge 488, patti territoriali, lavoro autonomo ecc.). Ieri, il ministro delle Attività produttive, Antonio Marzano, nell’audizione alla commissione Bilancio della Camera ha sottolineato che nel corso del 2001 l’ammontare delle agevolazioni alle imprese «ha registrato un incremento complessivo rispetto al 2000 del 112% e nel Mezzogiorno di oltre il 200%». Lo scorso anno, ha spiegato il ministro, sono state presentate dalle imprese 177.305 domande di agevolazioni sul complesso delle leggi di incentivazione (nazionali e decentrate) e ne sono state approvate complessivamente 113.494 per 10.316 milioni di euro.

Barbara Fiammeri

Giovedí 04 Luglio 2002