Sud, restano gli aiuti a fondo perduto

30/10/2002




          30 ottobre 2002

          ITALIA-POLITICA


          Sud, restano gli aiuti a fondo perduto

          Oggi l’incontro con le parti sociali dopo una giornata fitta di consultazioni per la messa a punto del maxiemendamento


          ROMA – Il maxiemendamento sul Mezzogiorno sarà discusso domani dal Consiglio dei ministri. Ma già oggi il Governo potrebbe presentarlo ufficialmente alle parti sociali. Il contenuto della proposta messa a punto al ministero dell’Economia è infatti ormai delineato. Questi i contenuti dell’ipotesi elaborata dai tecnici di Giulio Tremonti: Incentivi alle imprese. L’articolo 37 della Finanziaria, che nel testo in Parlamento prevede il dimezzamento degli aiuti a fondo perduto, sarà congelato. In sostanza la legge 488 e tutti gli altri interventi agevolativi (ad esempio patti territoriali, contratti d’area e contratti di programma) potranno usufruire dell’attuale sistema di incentivazione e quindi del fondo perduto nei limiti consentiti dalla Ue. Il nuovo sistema (fondo perduto più prestito) verrà attuato solo a partire dal 2006 quando verrà rivista a livello comunitario tutta la disciplina degli aiuti di Stato. Verranno inoltre garantite le risorse necessarie all’apertura di un nuovo bando 488 nel 2003 e nel 2004. Bonus occupazione. Il Governo proporrà la proroga triennale del credito d’imposta per i nuovi assunti. Rispetto a quello attuale (600 euro mensili per ogni nuovo assunto al Sud e 400 nel resto del Paese) il bonus sarà ridotto. In generale lo sconto fiscale non potrà superare i 100 euro per ogni nuovo assunto. Il Sud potrà contare su un ulteriore bonus di 300 euro (400 in tutto) che potrà essere applicato – come già avviene ora – solo nei limiti del de minimis ovvero 100mila euro per impresa nell’arco del triennio. Altri 50 euro aggiuntivi (in tutto il Paese) sono previsti per le assunzioni relative agli over 45. Irap. Il Governo preciserà nella Finanziaria che le Regioni non potrannno applicare l’addizionale Irap, che pertanto dovrà rimanere invariata. Questi i principali contenuti del maxi emendamento che il ministero ha definito dopo aver ascoltato le richieste delle parti sociali. In particolare ieri a via XX settembre Giulio Tremonti ha invitato i segretari generali di Cisl e Uil, Savino pezzotta e Luigi Angeletti, e il presidente di Confindustria Antonio D’Amato per approfondire l’istruttoria sui vari tempi oggetto della proposta che oggi potrebbe venire presentata ufficialmente alle parti sociali. «Si è trattato di una serie di incontri bilaterali supertecnici, che continueranno anche domani dai quali è emerso un consenso sulla linea che sta seguendo il governo», ha commentato il viceministro dell’Economia, Gianfranco Miccichè al termine dell’incontro aggiungendo che ci saranno riunioni anche nelle prossime ore «e sarà convocata anche la Cgil prima dell’incontro decisivo a Palazzo Chigi». La mancata partecipazione della Cgil non è infatti piaciuta al sindacato guidato da Guglielmo Epifani. «L’incontro separato è una scorrettezza istituzionale inammissibile», sottolinea la Cgil che manifesta anche il suo «stupore per la scelta di Cisl e Uil». Il Mezzogiorno non è stato però l’unico tema discusso al ministero dell’Economia dove il sottosegretario, Giuseppe Vegas ha incontrato i rappresentanti dell’Anci. Il Governo sembrerebbe orientato ad abolire il blocco della spesa per beni e servizi imposto ai Comuni dalla Finanziaria. Tuttavia gli enti locali temono che poichè i saldi della Finanziaria non possono essere modificati lo sblocco della spesa per beni e servizi porti come conseguenza alla paralisi degli investimenti, un’ipotesi per gli enti locali inaccettabile. Per questo domani ci sarà un nuovo incontro.
          Barbara Fiammeri