Sud, Lo Bello e Camusso: «Rompere il blocco sociale»

11/12/2009

MILANO – «Rompere il blocco sociale» che mantiene e alimenta mercati protetti, assistenza, comportamenti parassitari. È questa «la difficoltà di cambiare il Mezzogiorno» per Ivan Lo Bello, il presidente di Confindustria Sicilia e del Banco di Sicilia intervenuto ieri, insieme, a Susanna Camusso, segretaria confederale della Cgil, e al sociologo dell’economia Carlo Tigilia all’incontro organizzato dalla Fondazione Corriere della Sera su «Un Paese da ricucire.
Quale sviluppo per il Sud?». «La politica oggi parla alla "pancia" dei cittadini, ma ci vuole il coraggio di dire la verità, che prima costa perdita di consenso ma poi trionfa» ha detto Lo Bello favorevole alla Banca del Sud «purché non scardini la concorrenza». Anche e soprattutto nel Mezzogiorno, «mercato di consumatori per il nord» va fermata per Camusso la «rincorsa al ribasso» di diritti e salari, un modello «che produce solo diseguaglianze». Al sud «non
mancano le eccellenze sulle quali fare leva per ripartire». A monte, però, ha insistito la leader sindacale che condivide l’analisi di Lo Bello «bisogna decidere dove si va, quale Paese sarà l’Italia fra qualche anno. E non si vede niente di tutto questo». Trigilia ha suggerito l’introduzione di «meccanismi tipo Maastricht, che non blocchino ma vincolino e leghino il centro alla periferia» e l’investimento nella «formazione» di una nuova classe politica.