Sud, è giallo sulla trattativa

30/10/2002

ItaliaOggi (Primo Piano)
Numero
257, pag. 3 del 30/10/2002
di Giampiero Di Santo



FINANZIARIA 2003

Le parti sociali sono ancora in attesa della convocazione.
Sud, è giallo sulla trattativa

Maroni: il maxi-emendamento giovedì in cdm

È un giallo quello del maxi-emendamento alla Finanziaria 2003 che conterrà le misure per il rilancio del Mezzogiorno. Ieri, il ministro del welfare, Roberto Maroni, ha annunciato che sarà il consiglio dei ministri, domani, a esaminare i provvedimenti che poi saranno presentati in aula a Montecitorio.

Ma il suo collega delle politiche comunitarie, Rocco Buttiglione, dopo aver dichiarato che ´l’emendamento cammina’, ha detto di non sapere nulla di un’eventuale approvazione da parte di palazzo Chigi nelle prossime 24 ore. Così come non ha voluto parlare dell’attesa e mai arrivata convocazione delle parti sociali il titolare del ministero delle attività produttive, Antonio Marzano. C’è la sensazione, insomma, che la trattativa in corso sia ancora dura anche se prossima alla conclusione. Non a caso, ieri, la Lega Nord ha dato il via libera alla destinazione di risorse finanziarie più consistenti al Sud, ma ha chiesto in cambio, attraverso il capogruppo alla camera, Alessandro Cé, che il consiglio dei ministri, prima dell’approvazione della Finanziaria, dia il via libera a una proposta di legge delega sul federalismo fiscale.

´Dal ministro dell’economia Giulio Tremonti ci aspettiamo che in uno dei prossimi consiglio dei ministri faccia proprio questo impegno e che si dia il via libera a una proposta di legge delega. Ci aspettiamo atti formali e tempi certi’. Se non è un ricatto, come ha tenuto a precisare Cé, si tratta sicuramente di condizioni piuttosto stringenti. Proprio in coincidenza con le dichiarazioni di Tremonti, che ieri ha ribadito che quella per il 2003 ´è la Finanziaria record per le risorse destinate al Sud, in termini quantitativi è la più alta che ci sia mai stata. Va modulata meglio, certo, come tempistica e come destinazione ed è un lavoro che stiamo cercando di fare in questi giorni. Crediamo che ne verrà fuori un risultato positivo’.

Una affermazione che ha rassicurato in parte il presidente della Confindustria, Antonio D’Amato, pronto a presentare proposte ´perché nel Mezzogiorno ci siano risorse vere e strumenti veri per portare sviluppo e occupazione’, ha sottolineato. ´È necessario un cambiamento significativo della Finanziaria sul Mezzogiorno ed è importante che il lavoro del governo vada nella direzione di recepire le proposte che le parti sociali stanno approntando’. Maroni ha subito risposto che ´il governo ha tenuto conto e terrà conto di tutte le obiezioni avanzate dalle parti sociali’. E ha aggiunto che ´l’esecutivo tutto vuole tranne che ridurre i finanziamenti per il Mezzogiorno. Una soluzione si troverà’.

Nell’attesa, i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, Guglielmo Epifani, Savino Pezzotta e Luigi Angeletti, ieri hanno incontrato i capigruppo dell’Ulivo alla camera. E al termine dei colloqui, ha spiegato Mauro Agostini (Ds) sono emerse ´preoccupazioni comuni sull’andamento dell’economia, sulle coperture traballanti della Finanziaria, sul Mezzogiorno, gli incapienti e il tasso d’inflazione la cui crescita si riflette sulla competitività delle aziende’.

Le richieste della Cida. ´Sul divieto di cumulo tra pnesione e redditi da lavoro autonomo il governo continua a fare promesse che non mantiene’. Questo il commento della Cida, la Confederazione dei dirigenti d’azienda, secondo cui ´il governo aveva detto che il divieto sarebbe stato abolito completamente. E, invece, la Finanziaria prevede solo un’attenuazione del divieto, che non scatterà per coloro che andranno in pensione con 58 anni di età e 37 di contributi. Successivamente’, ha sottolineato ancora la Cida, ´il governo aveva preso l’impegno di rendere almeno retroattiva questa norma e, invece, la Finanziaria approvata in commissione non dice nulla al riguardo. Apprendiamo ora’, ha concluso la Cida, ´che si vorrebbero addirittura innalzare i requisiti previsti dalla Finanziaria per non incappare nel divieto’. La Cida, invece, ´ne auspica l’eliminazione definitiva e totale o, quantomeno, si augura che i requisiti fissati nella Finanziaria rimangano invariati e che venga garantita come promesso l’applicazione degli stessi anche a chi è già in quiescenza’.

La protesta dell’Aniem Confapi. L’associazione delle piccole e medie imprese edili della Confapi, continua a esprimere il proprio forte dissenso sulla strategia politica dell’attuale governo nei confronti delle pmi. Il presidente dell’Aniem, Alfredo Gherardi, ha sottolineato come le modifiche della camera sulle ristrutturazioni per l’edilizia, prorogate fino al 30 giugno prossimo, rappresentino di fatto un blocco alla politica delle agevolazioni fiscali e rischino di paralizzare il mercato delle costruzioni. ´Gli interventi hanno invalidato’, ha spiegato Gherardi ´gli elementi più attivi e importanti della proroga del 36% privando, di fatto, le pmi di un fondamentale strumento di promozione che nei 4 anni di esistenza ha portato risultati importanti sia sul piano economico sia occupazionale. Inoltre negare la possibilità di sfruttare agevolazioni e incentivi per l’acquisto di immobili ristrutturati da imprese di costruzioni equivale a condannare molti edifici e palazzi all’abbandono e all’incuria.

Stiamo assistendo’, ha concluso il presidente dell’Aniem Gherardi, ´all’attuazione di una politica miope da parte del governo tesa soprattutto a deludere le richieste e le aspettative delle pmi che rappresentano non dimentichiamolo il 98% del sistema produttivo italiano’.