Un successo lo sciopero dei lavoratori del commercio

08/11/2015   (L'unità)

Se il balletto di cifre è usuale e ormai stucchevole – «Adesione all`80 per cento», dicono i sindacati; «Non è vero, è stata il 10 per cento e tutti i negozi sono rimasti aperti» – ciò che ha colpito dello sciopero di ieri del commercio è la solidarietà data ai lavoratori da parte dei semplici consumatori: moltissimi hanno deciso di non fare la spesa o gli acquisti nelle grandi catene mettendo assieme Le manifestazioni in giro per l`Italia sono state assai partecipate. E se i negozi erano quasi tutti aperti 1 si deve anche al fatto – denunciato già ieri dei sindacati – che i direttori dei supermercati hanno dovuto dirottare gli impiegati alle casse, insegnandogli in fretta e furia come si passa un codice a barra e come si usa un Pos. Altro simbolo di come venga spinta sempre più in avanti la flessibilità e la prevaricazione del lavoro facendo strame dei contratti di lavoro (questa volta degli impiegati). La protesta, con lo slogan “Fuori Tutti”, è stata proclamata per Io stallo negoziale ai tavoli perii rinnovo contrattuale, atteso da oltre 23 mesi. Oltre allo sciopero si sono tenuti anche presidi unitari di Fikams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs davanti ai principali centri commerciali delle città mentre a Bologna erano in 3mila in piazza, un buon migliaio anche a Torino e Milano. In mancanza di risposte, è già in programma una nuova giornata di sciopero unitario per il 19 dicembre. Un` adesione senza precedenti, un vera e proprio invasione davanti ai punti vendita, per le piazze e sui social network con lo slogan #FuoriTutti, con diversi punti vendita costretti alla chiusura. La giornata di sciopero delle lavoratrici e dei lavoratori delle aziende aderenti a Federdistribuzione, Distribuzione Cooperativa e Confesercenti è stata un successo. «La massiccia adesione e partecipazione dei lavoratori dimostra quanto ormai il vaso è colmo. Sono pronti adire basta alle continue richieste delle parti datoriali che stanno peggiorando le condizioni di lavoro», afferma Maria Grazia Gabrielli segretaria della Filcams Cgil nazionale, che esprime soddisfazione rispetto al sostegno convinto da parte degli addetti del settore. “Se non cambia il presente il futuro non sarà un granchè”; “Chi lotta può perdere chi non lotta h agiàperso”; “sotto costo sui prodotti, non sui lavoratori” sono gli slogan dei tanti striscioni esposti ieri da nord a sud Italia. «I sindacati sono pronti ad un confronto equilibrato, che tenga conto delle esigenze di mantenimento di produttività delle aziende, ma che non faccia gravare tutto sulle spalle dei lavoratori», prosegue il sindacato. «Siamo pronti al dialogo” afferma Maria Grazia Gabrielli, “se le aperture affermate in questi giorni dalle controparti fossero confermate, cosi come siamo già pronti a continuare al mobilitazione, perché i diritti dei lavoratori vengono prima di tutto». E se da Federdistribuzione arrivano parole di fuoco – «L’ adesione ha raggiunto una percentuale media complessiva del 10%, tale da non compromettere la funzionalità delle strutture di vendita. I negozi sono rimasti aperti – spiega Federdistribuzione – su oltre 15.000 punti vendita delle aziende aderenti a Federdistribuzione solo una dozzina di piccoli supermercati ha dovuto chiudere. E il servizio al consumatore è regolare» – più concilianti è la nota dell`associaziane nazionale delle cooperative di consumatori Coop, che «rinnova la propria disponibilità al confronto con le organizzazioni sindacali; confronto nel quale continuerà a sostenere le esigenze sin qui espresse, volte a garantire alle cooperative pari capacità competitive derivanti dal contratto collettivo rispetto alle altre imprese che operano nel mercato».