Subito spese per 7 miliardi, poi la manovra

20/09/2007
    giovedì 20 settembre 2007

    Pagina 13 – Economia & Lavoro

    Subito spese per 7 miliardi, poi la manovra

      Il decreto sul «tesoretto» finanzierà pubblico impiego, welfare, Anas e Fs e lo sconto Ici

        di Bianca Di Giovanni/ Roma

        BRACCIO DI FERRO Sarà di 7 miliardi il decreto che accompagnerà la Finanziaria. Nel menù di spesa le risorse per il pubblico impiego, il welfare, fondi per Anas e Fs e lo sconto sull’Ici. Queste le ultime indiscrezioni sul fronte della manovra, su cui domani ci sarà un difficile giro di tavolo al consiglio dei ministri. Se quest’anno, infatti, c’è un ricco «tesoretto» da spendere, per il 2008 la strada dei tagli è accidentata. Si parla di una manovra tra gli 8 e i 12-13 miliardi, ma sulle coperture è nebbia fitta. Se davvero è così vuol dire che i ministri dovranno rinunciare alla maggior parte di richieste fatte pervenire in Via Venti Settembre. Inoltre il menù del decreto non piace né al viceministro Vincenzo Visco, né a Ds e Margherita, che spingono per redistribuire ai contribuenti quanto reperito con la lotta all’evasione, cioè tutti i 4 miliardi di maggiori entrate. Insomma, ci sono ancora molti nodi da sciogliere. In serata da Palazzo Chigi la conferma ufficiosa di una manovra «snella» e soprattutto leggibile.

        Nella giornata di ieri il premier ha avuto diversi incontri, prima con i presidenti delle commisisoni Bilancio di Camera e Senato, poi con i ministri Tommaso Padoa-Schioppa e Giulio Santagata, il sottosegretario Enrico Letta. Intanto i leader sindacali Guglielmo Epifani, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti chiedono subito una convocazione sulla Finanziaria. «Si va verso la convocazione emrcoledì prosismo», replica in serata il sottosegretario alla presidenza del consiglio Enrico Letta. Venerdì ci sarà il consiglio-fiume per il varo e il giorno successivo la presentazione della manovra. Le stesse fonti della presidenza frenano sull’ipotesi di esodi incentivati targata Nicolais. «Non c’è alcun piano allo studio», dichiarano. Chiaro che dopo il no dei sindacati la proposta sembra al tramonto.

        Il giorno del varo si avvicina ma finora non si vedono neanche i contorni della manovra. «Le cifre sono premature» ripetono da Palazzo Chigi, in attesa della resa dei conti di domani.

        Lo sblocco di spese per 7 miliardi potrebbe rasserenare il clima nella coalizione. La fetta maggiore di quella cifra, cioè 4 miliardi, andrebbe agli impegni sottoscritti con i sindacati sul pubblico impiego (la spesa complessiva è di 2,4 miliardi) e sul welfare (1,3 miliardi che si aggiungono ai 900 stanziati a luglio), cioè a pensioni basse e iniziative per i giovani. Padoa-Schioppa spinge per destinare una quota degli altri 3 miliardi alle infrastrutture, cioè all’Anas e alle Ferrovie. Il fatto è che la crescita del Paese è in rallentamento dopo la crisi delle Borse dovuta ai mutui subprime. Così urgono misure di stampo keynesiano per dare ossigeno alla crescita. Il resto (ma non si sa ancora quanto) sarebbe destinato alla partita Ici. Le stime indicavano in 1,1 miliardi il costo dello sconto sulla prima casa fino a 290 euro. Altre ipotesi di sconti differenziati in base alla grandezza dei Comuni sono state definite «allucinanti» dall’Anci, con cui il governo si vedrà venerdì.

        Oggi nuovi incontri del premier con gli alleati. Alle 9,30 Prodi vedrà i quattro leader dell’ala sinistra dell’Unione Franco Giordano (Prc), Oliviero Diliberto (Pdci), Fabio Mussi (Sd) e Alfonso Pecoraro Scanio (Verdi). Sul tavolo il documento unitario con le richieste sulla Finanziaria, approvato ieri definitivamente presso il gruppo di Rifondazione. Più attenzione al sociale e all’ambiente,e importanti interventi fiscali farebbero parte del documento. Tra i punti su cui batte il documento la lotta alla precarietà; la questione della redistribuzione a cominciare dai redditi bassi, dagli aumenti contrattuali e la questione delle rendite; i costi della politica; e una precisa connotazione sull’ambiente, con i temi del clima, dell’uso delle risorse e della difesa del territorio.

        Sulle misure allo studio per la manovra fioccano le indiscrezioni. Vannino Chiti ieri non ha escluso l’intenzione di eliminare la tassa sugli abbonamenti per i telefonini cellulari. Restano sul tavolo le rischieste per l’emergenza sfratti e per l’edilizia popolare (oggi se ne parlerà alla convention sulla casa organizzata dal ministro Antonio di Pietro) e gli assegni per i bambini. Ma come si finanziano? 7 giorni per trovare le coperture.