«Subito l’Agenzia per il turismo»

22/09/2004


            mercoledì 22 settembre 2004

            sezione: ECONOMIA ITALIANA – pag: 15
            IL SISTEMA-PAESE • Berlusconi alla Conferenza di Genova: entro 15 giorni partirà il progetto – Incentivi per favorire le aggregazioni delle imprese
            «Subito l’Agenzia per il turismo»
            Per contrastare la crisi del settore in campo risorse per 300 milioni – Palazzo Chigi ospiterà la Cabina di regia

            DAL NOSTRO INVIATO
            VINCENZO CHIERCHIA

            GENOVA • Un’Agenzia nazionale per il turismo tutta nuova, un pacchetto di risorse di almeno 300 milioni, incentivi mirati per far sì che si aggreghino le imprese di un settore oggi troppo polverizzato. Questa in sintesi la ricetta per il rilancio del turismo italiano espressa ieri a Genova, davanti alla platea delle regioni e delle associazioni delle imprese, dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Una strategia che si delineerà in tempi molto stretti, visto l’aggravarsi della crisi dell’industria delle vacanze, alle prese per il terzo anno consecutivo con bilanci in rosso. «Nell’arco dei prossimi 15 giorni — ha assicurato Berlusconi — si riunirà il tavolo di coordinamento tra Regioni e operatori a Palazzo Chigi e definiremo il percorso da seguire».

            Il premier (che ha sottolineato il risultati ottenuti dalla Spagna) ha aggiunto in maniera molto chiara che, pur restando le competenze alle Regioni, il Governo intende assumere nuovamente un ruolo forte di coordinamento strategico, visto che le attività di carattere promozionale sviluppate dalle singole amministrazioni hanno mostrato limiti molto forti. Berlusconi ha poi ricordato che sulla condizione dell’industria turistica italiana pesano anche i limiti di un sistema infrastrutturale arretrato e della crisi di Alitalia.
            Il Governo quindi accelera, ma occorrerà attendere ancora per capire bene quali saranno le soluzioni concrete. Il ministro delle Attività produttive, Antonio Marzano, ha dichiarato che la riorganizzazione e il rilancio dell’Enit, l’organismo pubblico di promozione turistica sui mercati esteri, saranno contenuti nella Finanziaria, escludendo un decreto ad hoc.

            Si va dunque delineando una riorganizzazione che farà leva sulla nuova Agenzia del turismo, che dovrebbe ereditare alcune delle competenze dell’Enit (tra cui le sedi estere), e al cui finanziamento concorrerebbero Governo, Regioni e categorie. Il coordinamento della politica turistica, d’ora in avanti, verrà gestito direttamente dalla Presidenza del Consiglio, con il sottosegretario Gianni Letta a seguire le iniziative del tavolo comune Governo-Regioni-imprese. « La Conferenza di Genova ha segnato una svolta, al prossimo confronto a Palazzo Chigi si tireranno le somme, bene la cabina di regia» commenta Gianni Plinio, vicepresidente della Liguria e coordinatore nazionale degli assessori al Turismo. Le imprese hanno fissato dei paletti molto chiari per il rilancio del turismo. «La riforma dell’Enit è essenziale e non rinviabile — sottolinea Costanzo Jannotti Pecci, presidente di FederturismoConfindustria —. Ma non è l’unico punto in agenda, occorre un patto pubblico-privato sostenuto da una politica industriale per il turismo garantita ed esercitata da Stato, Regioni e parti sociali. Qualsiasi braccio operativo, in qualsiasi forma si volesse concepire, dovrà posizionarsi non solo non autonomamente rispetto all’Enit, ma subordinatamente a esso quanto a indirizzi e programmazione delle attività.

            Opportuno poi che l’Italia promuova anche un’apposita Agenzia europea per il turismo». «La Finanziaria — giunge Bernabò Bocca, presidente di Confturismo — deve dare un forte impulso alla competitività del sistemaPaese eliminando i divari sull’Iva, riducendo il peso fiscale su viaggi aerei, canoni demaniali e investimenti in innovazione tecnologica. Limitarsi alla sola riforma Enit significa far melina». Bocca ha poi ribadito l’opportunità di ridare vita al ministero del Turismo («un eventuale referendum avrebbe un consenso plebiscitario»). Per Claudio Albonetti, infine, la sfida si gioca sul completamento dell’attuazione della legge di riforma del 2001 e sul superamento della disorganizzazione e polverizzazione del settore: «Tra Regioni, Province, Comuni e altri enti si contano oltre 13mila realtà che si occupano di turismo, con scarsi risultati».