«Subito la Tremonti-bis e il sommerso»

09/10/2001


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SCENARIO
Mario Sensini

«Subito la Tremonti-bis e il sommerso»
Martedì 9 Ottobre 2001
IL FONDO MONETARIO RIFÀ I CONTI DELL’AZIENDA ITALIA DOPO GLI ATTENTATI ALLE TORRI GEMELLE DI NEW YORK. BERLUSCONI E TREMONTI DOMANI A BRUXELLES
Il governo: non accetteremo modifiche al ddl per il rilancio
 
ROMA
MENTRE il Fondo Monetario Internazionale torna ad esaminare i conti pubblici e le prospettive di crescita, su cui la guerra al terrorismo proietta ulteriori incertezze, e in attesa della discussione sulla Finanziaria che sta per entrare nel vivo, il governo spinge sull’acceleratore per rendere operativi la nuova Legge Tremonti sugli investimenti e gli sgravi per il sommerso. Il governo ha ribadito ieri che non accetterà emendamenti al disegno di legge sul rilancio dell’economia, che contiene i due provvedimenti, e che potrebbe essere approvato dalla Camera già mercoledì, evitando un secondo passaggio al Senato.
Le modifiche concordate con le parti sociali sull’emersione del lavoro nero troveranno spazio nel decreto legge sulle dismissioni immobiliari, che da oggi sarà all’esame della Commissione Finanze della Camera, insieme al decreto per il rimpatrio dei capitali detenuti all’estero illegalmente. Sempre oggi entra nel vivo anche la discussione parlamentare della Legge Finanziaria, con l’audizione in Senato del ministro dell’Economia, Giulio Tremonti. Le audizioni sulla Finanziaria proseguiranno per tutta la settimana: mercoledì sarà la volta della Corte dei Conti, mentre sono in programma per venerdì le audizioni delle parti sociali e del governatore della Banca d’Italia, Antonio Fazio, che già nel fine settimana a Washington aveva dato un sostanziale via libera alla Finanziaria 2002 che punta a ridurre il deficit allo 0,5% del pil.
Per il raggiungimento di quell’obiettivo, sarà determinante la performance della crescita, che nella relazione previsionale presentata a fine settembre al Parlamento insieme alla Finanziaria, il governo stima al 2,3% nel 2002. Una previsione che il segretario della Cgil, Sergio Cofferati, ha definito ieri «eccessiva e non credibile», ribadendo le critiche all’impianto della legge che «non stimola i consumi». Su quel dato c’è scetticismo anche da parte del centrosinistra: Paolo Onofri, consigliere economico del governo Amato, è convinto che la crescita del 2002 non supererà l’1,5%. Dopo l’11 settembre, ha spiegato, non ci sono più dubbi sulla recessione degli Stati Uniti, «sulla diffusione di questi effetti all’Europa e all’Italia e sulla revisione al ribasso della crescita del 2002 di almeno un punto di pil».
Nonostante le crescenti incertezze del quadro internazionale, il governo per il momento mantiene ferme le sue previsioni sul pil, anche se si è riservato di produrre, se fosse necessario, una nota di aggiornamento al Dpef. Dal G7, nel fine settimana, è giunto un messaggio di ottimismo sui fondamentali economici, rafforzato dalla convinzione che l’impatto della crisi sulla crescita sarà sensibile solo nel breve termine. L’inflazione nella zona euro e in Italia si conferma sotto controllo e la stabilità dei prezzi del petrolio, una delle variabili sui cui è costruita la manovra di finanza pubblica italiana, non sembra per il momento in pericolo. La Banca d’Italia ieri ha reso noto che il debito pubblico sta continuando a diminuire in valore assoluto, mentre le entrate fiscali (calcolate per competenza) registrano nei primi otto mesi dell’anno una flessione contenuta, pari al 2,2%.
Nelle prossime settimane il quadro macroeconomico dovrebbe senz’altro divenire più chiaro. A fine ottobre ci saranno le previsioni economiche della Commissione Europea, mentre a dicembre arriveranno le nuove stime del Fondo Monetario, che proprio da Roma ha iniziato ieri una nuova missione di check-up dell’economia europea. In questo frangente il ruolo dell’Unione Europea appare cruciale. Dopo aver messo in campo un maxipacchetto di sostegno alla propria economia, gli Stati Uniti hanno chiesto senza mezzi termini all’Europa maggiori sforzi per stimolare la crescita e scongiurare il rischio di un avvitamento recessivo dell’economia mondiale. Convinto che la Ue abbia non solo la possibilità, ma anche il dovere di fare di più, Tremonti ha già dato la disponibilità del governo ad accentuare la funzione espansiva della Finanziaria, ma ha sollecitato una «risposta europea» alla richiesta americana. Argomento che Tremonti e Berlusconi potrebbero affrontare già domani a Bruxelles nel corso di una visita ufficiale alla Commissione Ue.
 

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