Subito gli sgravi per la prima casa

10/09/2007
    sabato 8 settembre 2007

    Pagina 11 – Economia

      LE MISURE

      Riguarderà il 70% dei proprietari. Pieno accordo nella maggioranza tra riformisti e sinistra radicale

        Subito gli sgravi per la prima casa
        e sugli affitti aliquota unica al 20%

          Il governo anticiperà il pacchetto prima della legge di bilancio

            ROBERTO MANIA

              ROMA – Meno tasse sulla casa e sgravi per chi è in affitto. È questo il primo tassello della prossima legge Finanziaria. Un capitolo sul quale non sembrano esserci frizioni tra le due componenti della coalizione, quella riformista del nuovo Partito democratico e quella della sinistra radicale unita nella "Cosa rossa".

              Voluto fortemente dalla Margherita, il taglio dell´Ici (l´imposta comunale sulla casa), già previsto nel Dpef, dovrebbe scattare dal primo gennaio del 2008. Riguarderà la prima abitazione e interesserà, secondo alcune stime, circa il 70 per cento dei 20 milioni di italiani proprietari. L´accordo nel governo e nella maggioranza appare praticamente raggiunto, dopo il vertice di ieri tra i leader dell´Unione e il premier, Romano Prodi. «Ci sarà sicuramente qualche intervento che va nella direzione di una riduzione della pressione fiscale, a partire dalle imposte sulla casa», ha sintetizzato il coordinatore della Margherita, Antonello Soro, al termine della riunione.

              E l´intervento sull´Ici potrebbe precedere, per ragioni tecniche, anche il varo della manovra 2008. Al ministero dell´Economia stanno studiando l´ipotesi di anticipare la misura con un provvedimento ad hoc da far approvare nelle prossime settimane dal Consiglio dei ministri. Questa norma potrebbe essere poi presentata sotto forma di emendamento ad un provvedimento già all´esame del Parlamento.

              Parallelamente al taglio dell´Ici è prevista l´introduzione di detrazioni fiscali per le famiglie in affitto. Sono 4,2 milioni i nuclei familiari in affitto, pari a quasi il 18 per cento delle famiglie. E gli affittuari si concentrano nelle fasce di reddito più basse. Secondo dati dell´Istat, è in affitto circa il 25 per cento delle famiglie che si trova nella classe di consumo fino a 2 mila euro al mese. E tra il 2004 e 2006 gli importi medi degli affitti sono cresciuti del 10,6 per cento.

              Tutti ancora da definire i parametri per selezionare sulla base del reddito e delle dimensioni dell´immobile coloro che beneficeranno dello sgravio. E comunque la riforma dell´Ici andrà a regime solo quando sarà completata la revisione degli estimi catastali. Un´operazione complessa che non potrà completarsi prima del 2010.

              Lo schema di massima per la riduzione dell´Ici prevede l´innalzamento dell´attuale detrazione da 103 euro a oltre 290 euro. Il passaggio potrebbe essere graduale, con un costo che si aggira intorno ai 2 miliardi di euro, finanziabili con una parte dell´extragettito fiscale di circa 4 miliardi di euro.

              Va detto che la franchigia dei 290 euro rappresenta un dato medio e, quindi, potrà essere maggiore o minore in base all´ampiezza dei comuni. In un piccolo centro, infatti, una detrazione di 290 euro può corrispondere ad una villa, mentre in una grande metropoli, come Roma, ad un appartamento di 100 metri quadri in periferia. Per i comuni che non incasseranno più una parte dell´Ici sono allo studio misure compensative, tra queste anche l´aumento della compartecipazione all´Irpef.

              Il "pacchetto casa" dovrebbe essere completato con l´introduzione dell´aliquota unica del 20 per cento sugli affitti. Una misura destinata a favorire l´emersione dal nero di molti contratti di affitto.