Su Patto e dialogo i sindacati ai ferri corti

18/07/2002


18 luglio 2002



Cofferati: «Cisl e Uil criticano il Documento? Potevano pensarci prima» – Angeletti: contro l’accordo solo bugie
Su Patto e dialogo i sindacati ai ferri corti

N.P.

ROMA – Il Governo va avanti per tradurre in fatti i contenuti del Patto per l’Italia. Il sottosegretario al Welfare, Maurizio Sacconi, ha dichiarato ieri che gli emendamenti alla deroga dell’articolo 18 saranno presentati prima delle ferie, in modo che alla ripresa la commissione Lavoro possa iniziare la discussione. «In questi giorni la commissione è impegnata a seguire il disegno di legge 848, cioè la riforma del mercato del lavoro, che andrà in aula al Senato alla fine di questa settimana o all’inizio della prossima», ha detto Sacconi. Anche sulla cessione del ramo d’azienda il Governo ha presentato un emendamento per attuare l’accordo, con l’obiettivo di avere una norma più adeguata agli altri Paesi europei. «L’Italia ha la disciplina più rigida, il Governo non avrebbe né voluto né potuto andare in contrasto con la direttive Ue che regolano la materia», ha detto ancora il sottosegretario, in occasione di una audizione al Senato che si è tenuta ieri. Ma sull’intesa raggiunta due settimane fa crescono le tensioni nel sindacato, alimentate anche dalle polemiche sul Dpef. Il giudizio negativo dei leader della Cisl e della Uil sul tetto di inflazione programmato (1,4% per il 2003 e 1,3% per l’anno successivo) genera un botta e risposta con il leader della Cgil. «Se ci sono dissensi sul Dpef i firmatari del patto avrebbero fatto bene a pensarci prima», ha detto ieri Sergio Cofferati, sottolineando che per la prima volta c’è un rapporto strettissimo tra accordo e Dpef. Ma le altre confederazioni non ci stanno. Per il leader della Uil, Luigi Angeletti, dalla Cgil arriva solo «una campagna di bugie», mentre «la Uil tutelerà i salari reali». Il segretario confederale, Adriano Musi, rimarca invece che il Dpef è stato presentato una settimana dopo l’accordo e che nel 1993 le critiche al Dpef dell’epoca furono formulate dalla stessa Cgil, nonostante la firma. Quanto alla consultazione sul patto, proposta dalla Cgil, per Angeletti si può fare a patto che «si voti su tutte le decisioni e non solo su quelle che premono alla Cgil». Anche il leader della Cisl, Savino Pezzotta, ha affermato che l’inflazione all’1,4% e la previsione del Pil al 2,9% non stanno in piedi. E ribadisce che i rinnovi dei contratti dovranno rispettare lo «spirito» dell’accordo del 1993, ma che «dovranno avere anche un po’ di sostanza». Cofferati intanto continua a parlare di «atto abrogativo» se ci sarà una legge sul 18. «Le forze politiche decideranno come comportarsi, ma se hanno un giudizio negativo mi aspetto una battaglia parlamentare degna di questo nome», ha detto Cofferati, che accusa il Governo di «malizia» in merito ai tempi di approvazione dela legge. «La legge non ci sarà entro il 30 settembre per evitare il referendum abrogativo nel 2003», ha detto il leader della Cgil, aggiungendo che nel 2004 ci saranno le europee, nel 2005 le amministrative e nel 2006 le politiche, ma fermamente convinto ad andare avanti nella battaglia. Sulla questione dei tetti di inflazione, il Governo contesta le proteste sindacali. «Siamo nel campo dell’opinabile. L’1,4% è un obiettivo e come tale deve essere verosimile e non troppo vicino al tendenziale», ha detto Sacconi. Nell’audizione al Senato Sacconi ha sottolineato la costituzionalità del provvedimento sul’articolo 18. Inoltre ha rimarcato che l’esperienza del reddito di inserimento è stata negativa e per questo sarà sostituita con una forma di reddito di ultima istanza.