Su Coopservice scattano i controlli

13/04/2007
    venerdì 13 aprile 2007

    Pagina 43 – Finanza & Mercati

    Coop rosse – La cooperativa di Reggio Emilia sottoposta a revisione da Legacoop

      Su Coopservice scattano i controlli

        Giuseppe Oddo
        MILANO

        La Lega delle cooperative ha annunciato l’avvio di un’attività di revisione su Coopservice, il gruppo cooperativo di Reggio Emilia cui fa capo il 60% di Servizi Italia. La centrale delle cooperative "rosse" intende così accertare se siano stati rispettati i requisiti mutualistici nel passaggio del 40% di Servizi Italia alla società lussemburghese First Service Holding, a cui partecipano 300 soci di Coopservice, compresi il presidente e l’amministratore delegato della stessa Servizi Italia.

        La decisione di far scattare i controlli, dice il presidente nazionale di Legacoop, Giuliano Poletti, è «una chiara testimonianza della volontà di esercitare, ogniqualvolta ve ne sia la mecessità, le funzioni di vigilanza che a Legacoop competono per legge e per statuto».

        L’operazione – che ha fruttato a questi 300 soggetti 36,4 milioni di euro di plusvalenza con il collocamento di Servizi Italia – è comunque «sbagliata – secondo Poletti – ed in contrasto con il sistema di principi e di valori che ispirano l’attività della cooperazione aderente a Legacoop».

        Ieri è venuta allo scoperto la Fondazione Manodori, presso cui quel 40% di Servizi Italia è stato parcheggiato prima di finire in Lussemburgo. Il portage – si legge in una nota dell’istituzione reggiana – è avvenuto «nel pieno rispetto dei principi di trasparenza e tutela del patrimonio della Fondazione…Nessuna fase del successivo percorso di quotazione di Servizi Italia, recentemente conclusosi, ha interessato o coinvolto la Fondazione Manodori». La nota segue la riunione di consiglio di mercoledì in cui sembra che due amministratori e il presidente del collegio sindacale della Manodori abbiano insistito per redigere un comunicato sulla legittimità dell’operato della Fondazione che fosse anche una presa di distanza da Coopservice.

          In realtà, il ruolo della Fondazione è ancora da capire. Il portage sulle azioni di Servizi Italia è stato infatti effettuato dalla Manodori tramite la Fiduciaria Felsinea, la stessa che ha costituito la First Service e che ha rilevato, poi, dalla Fondazione il 40% di Servizio Italia «in nome e per conto» della società del Granducato.

          Peraltro, uno dei 300 soci di First Service, Nando Odescalchi, siede nel consiglio generale della Manodori. La Fondazione era al corrente del conflitto d’interesse? E come mai il presidente di Aurum, Niger Ficarelli – la società con cui Coopservice controlla Servizi Italia e che ha stipulato il portage con la Manodori – è nello stesso tempo azionista della "scatola" lussemburghese? E chi sono gli altri beneficiari della mega-plusvalenza, oltre ai pochi di cui già si sà?

          «Coraggio, rendi pubblici i 300 nomi del tesoretto Coopservice!» è la richiesta che sale dal mondo cooperativo reggiano, dalla locale sinistra Ds e dal centro-destra all’indirizzo di Ildo Cigarini, presidente provinciale della Legacoop.

          Duro anche il comunicato di Cgil, Cisl e Uil che denunciano il distacco tra base ed élite dirigente delle cooperative. A giudizio dei sindacati, i criteri di trasparenza e di democrazia partecipata che dovrebbero ispirare la cooperazione «non hanno minimamente funzionato e forse sono del tutto saltati».