«Stupore rabbia amarezza»

26/06/2002

26 giugno 2002



«Stupore rabbia amarezza»

«C’è stato un voto?»: sarcastico Cofferati ai Ds che hanno bocciato il sostegno alla sua lotta. Nella Cgil quel voto è una scarica elettrica


CARLA CASALINI


«Perché, c’è stato un voto ieri?». Bruciante Sergio Cofferati a chi gli chiedeva un commento su quanto avvenuto nella Direzione dei Ds: la bocciatura dell’ordine del giorno presentato dal correntone a sostegno della lotta della Cgil contro l’attacco di Berlusconi ai diritti dei lavoratori. Poi, non meno sarcastico: «Non mi pare che sia un problema mio. Penso che difendere e estendere i diritti, porre le condizioni di un sistema di universalità sia fondamentale in Italia e in Europa, altrimenti si va verso involuzioni della democrazia. Spero che i diritti siano importantissimi in primo luogo per la sinistra, perché ha nella sua storia valori che fanno riferimento alla persona, alla sua dignità e ai diritti che la garantiscono». Una scarica elettrica, quel voto della Quercia, da far fibrillare tutta la Cgil, dirigenti e delegati, e nei luoghi di lavoro elettori dei Ds e non, a commentare concitati i titoloni dei giornali. Sbalordimento, indignazione, amarezza, le tonalità emotive dominanti nei commenti. Qua e là voci di rabbiosa reazione, «io gli rido la tessera», alta tensione nelle regioni di tradizionale insediamento Ds. «Qui alla sede regionale il centralino è stato piuttosto bollente tutto il giorno», riassume il clima il segretario generale toscano Luciano Silvestri; «qui – sottolineano altri dirigenti – i voti il partito li prende in maggioranza dai lavoratori».

Luciano Silvestri tenta l’augurio che «sia stato un incidente di percorso» quel voto in direzione, che il successivo comunicato della segreteria del suo partito, ieri, sia una sorta di «tardiva correzione». Ma in ogni caso «non si possono separare i contenuti dalle scelte che si fanno», se, «come i Ds hanno sempre sostenuto», c’è contrarietà netta a ogni modifica dell’art.18, «le iniziative in sua difesa vanno sostenute, e la Cgil è in campo per questo». In Toscana le reazioni sono «particolarmente forti» anche perché la segreteria regionale Ds si è appena detta «totalmente concorde, con un chiaro sostegno allo sciopero generale» – che in Toscana cade il 4 luglio.

Il segretario generale della Cgil dell’Emilia Romagna, Danilo Barbi, trova assolutamente «inadeguata» anche la toppa tardiva messa dalla segreteria della Quercia sulla bocciatura del sostegno alla Cgil. «Siamo di fronte a un fatto senza precedenti: un’ipotesi di accordo separato di Cisl e Uil con il governo Berlusconi, che interviene pesantemente sul sistema dei diritti, e anche senza nessun mandato, che produrrà lunghi effetti a venire, e che vuol dire rispondere come fanno i Ds, anche nella versione `corretta’?». In quel testo, insiste Barbi, «si dà per scontato l’accordo separato, e poi si dice che si cercherà di offrire un `terreno di ricostruzione’per l’unità sindacale, invece di dire `non si faccia quell’accordo’, invece di riferire la `ricomposizione’ allo spirito, alle opinioni, alle aspettative di milioni di persone». Insomma: «c’è un merito che giganteggia, e un punto sull’unità sindacale che non può saltare il giudizio politico sulla gravità di ciò che accade».

In Emilia Romagna lo sciopero generale è l’11 luglio, i dirigenti della Cgil son tutti in giro per assemblee. «Amareggiato», il segretario di Modena, Alberto Morselli: «sono segnali che non aiutano, bisogna avere il coraggio di esprimersi anche sul merito, ora, perché ci sono le lotte in corso»; poi: «ho parlato con tanti compagni, le ricadute negative ci saranno sui ds, non sulla Cgil». Il segretario di Reggio, Franco Ferretti, batte lo stesso tasto, la «nota stonata dei Ds proprio nel giorno in cui la Cgil rilancia iniziative in difesa dei diritti». Nelle assemblee: «diffuso malessere tra i lavoratori, impegnati in questa battaglia per rispondere all’attacco sui diritti, perché se i Ds dicono di sostenerla, allora ne deve seguire il giudizio su chi dà disponibilità a trattare». E dalla segretria di Piacenza Paola Percivalle, che si «aspettava dai Ds il tentativo di tenere una posizione unitaria nell’Ulivo», certo «non» si aspettava «che togliessero il il sostegno a Cofferati in questo momento, per mantenere una unità politica che poi non c’è», di fronte a quello che si muove «in Cgil, e nel paese».

«Molta indignazione e amarezza» anche in Campania, nella Cgil, dove è in maggioranza il correntone ds, per il voto di Roma: «Inaspettato, un grave errore politico», commenta il segretario, Michele Gravano. E la segretaria del Piemonte che già va allo sciopero domani, Titti Di Salvo, dice «stupefacente: nell’accordo col governo di Cisl e Uil c’è una gravità di contenuti che riguarda la vita delle persone, c’è un pericolo per la democrazia, confermato dalle parole di Maroni, per la libertà di un sindacato in sciopero, come si può scegliere nei ds un atteggiamento `neutrale’, `diplomatico’?».

La Fiom è sempre la Fiom, è una, siano i suoi segretari del Prc, come Cremaschi, o dei Ds come il segretario generale Gianni Rinaldini, che chiude secco: «E’ un voto sbagliato che favorisce l’operazione del governo e della Confindustria».