Studi professionali, sì al nuovo contratto

16/07/2003


  Martedì 15 Luglio 2003


Studi professionali, sì al nuovo contratto
Fra le novità per i dipendenti la cassa di assistenza sanitaria integrativa

Al ministero del Lavoro è stato sottoscritto il verbale di accordo per il contratto collettivo nazionale di lavoro dei dipendenti degli studi professionali, fra Consilp Confprofessioni, Confedertecnica e Cipa e le rispettive associazioni confederate – unitamente alle organizzazioni sindacali dei lavoratori Filcams Cgil, Fisascat Cisl e UilTucs UIL; sono interessati quasi 3 milioni di dipendenti. "Per la prima volta – afferma Gaetano Stella, vicentino, presidente nazionale di Consilp – tutte le componenti sindacali dei liberi professionisti si sono sedute intorno ad unico tavolo ed hanno raggiunto un accordo unitario".
Con riferimento alla parte normativa, l’accordo economico era stato raggiunto nell’ottobre 2001, in luogo della totale rivisitazione del contratto le parti hanno ritenuto di rivedere le norme contrattuali riguardanti l’apprendistato, la sostituzione di lavoratori in congedo per maternità, l’orario di lavoro – soprattutto per quanto attiene la flessibilità – e la Cassa di assistenza sanitaria supplementare. Le modifiche più rilevanti riguardano in primis l’apprendistato con una previsione di durata maggiore per i giovani assunti nei livelli IV e IV super, con un periodo fissato di 36 mesi (in luogo dei precedenti 24). Introdotta la facoltà di assumere personale in sostituzione di altro assente per congedo di maternità, con un anticipo di 90 giorni rispetto alla data di inizio dell’assenza e con la possibilità di proseguire fino ai 90 giorni successivi al rientro del sostituito.
Rilevante l’istituto contrattuale della flessibilità dell’orario di lavoro. Viene finalmente prevista una regolamentazione più confacente alle esigenze degli studi professionali, con possibilità di far fronte a periodi di maggiore intensità lavorativa, per un periodo di 24 settimane all’anno ed a scelta del singolo studio secondo le proprie necessità.
La novità più rilevante è la costituzione della Cassa di assistenza sanitaria supplementare che ha lo scopo di gestire trattamenti assistenziali integrativi delle prestazioni sanitarie pubbliche, Le parti hanno voluto riconoscere così ai lavoratori una maggiore copertura sanitaria in termini di servizi e di qualità.