STUDI PROFESSIONALI: FIRMATA PARTE NORMATIVA DEL CONTRATTO UNICO

14/07/2003

FILCAMS-Cgil
Federazione lavoratori commercio turismo servizi

Ufficio Stampa
www.filcams.cgil.it

14 luglio 2003

STUDI PROFESSIONALI: FIRMATA PARTE NORMATIVA DEL CONTRATTO UNICO

Con l’intesa raggiunta tra Filcams Fisascat Uiltucs e Consilp-Confprofessioni, Confedertecnica, Cipa sulla parte normativa il contratto nazionale di lavoro relativo ai dipendenti degli studi professionali è stato licenziato nella sua veste completa e definitiva. Anche se si tratta di una veste di breve durata, poiché il contratto nazionale appena firmato scade il 30 settembre e a partire da quella data le federazioni dei lavoratori e le confederazioni dei liberi professionisti ricominceranno a discutere e a negoziare per un nuovo contratto che presumibilmente dovrà misurarsi con la revisione degli ordinamenti professionali e proseguire sulla strada già intrapresa in materia di mercato del lavoro e di relazioni sindacali.

La parte economica del contratto era stata firmata a ottobre del 2001. Per la prima volta le tre confederazioni dei professionisti avevano firmato un contratto unico. In precedenza i contratti erano tre, uno per ognuna delle tre confederazioni, ma anche un contratto per ognuna delle tre aree in cui si dividono gli studi professionali: l’area tecnica, l’area amministrativa, l’area sanitaria.

Il lavoro di unificazione contrattuale ha richiesto quattro anni di confronti, negoziazioni, ripensamenti e aggiustamenti successivi. Sindacati e confederazioni dei professionisti ritengono che la commissione che ha condotto in porto l’intero lavoro abbia operato molto bene, per questa ragione è stata mantenuta in vita, pronta a riprendere il lavoro alla fine di settembre.

Quello degli studi professionali è un contratto che serve una platea molto vasta. Nell’accordo sottoscritto al ministero del Lavoro gli si attribuiscono tre milioni di lavoratori a fronte di un milione di liberi professionisti.

I punti che entrano nella nuova parte normativa sono quattro: flessibilità dell’orario di lavoro, periodo dell’ apprendistato, istituzione della cassa assistenza sanitaria integrativa, costituzione del fondo per la formazione continua.

In particolare, l’orario di lavoro prevede la possibilità di recuperare le ore di lavoro straordinario in periodi di bassa pressione lavorativa, e di poter estendere l’apprendistato fino a 36 mesi con adeguato percorso di formazione interna e esterna allo studio.

Per quanto riguarda l’assistenza sanitaria, il contratto assume lo statuto redatto dalla commissione e si impegna a mettere in atto entro il 30 settembre tutte le procedure necessarie alla sua approvazione.

Da settembre inizierà anche il confronto per costituire il fondo della formazione continua interprofessionale.

«E’ stato un percorso lungo e fatigoso – dice Piero Marconi, responsabile degli studi professionali per la Filcams –, tra le tre confederazioni ci sono problemi di rappresentanza e di visibilità, tuttavia è prevalso il buon senso e l’obiettivo per il quale abbiamo lavorato, un testo unico contrattuale, è stato raggiunto. Da settembre il lavoro da fare attorno a questo settore è davvero impegnativo, ci sarà da seguire anche la trattativa già aperta in Veneto per l’integrativo regionale, un’altra prima molto importante».