Studi professionali, accordo sul contratto unico di settore

27/07/2001

Il Sole 24 ORE.com





    Consulenti lavoro, esclusiva negata dal Consiglio di Stato

    Studi professionali, accordo sul contratto unico di settore
    ROMA – Siglata la parte economica del primo contratto unico degli addetti del settore degli studi professionali. L’accordo raggiunto tra Filcams, Fisascat Uiltucs e le associazioni professionali Confedertecnica, Consilp e Cipa coinvolge circa un milione di dipendenti dei professionisti, tra cui ingegneri, architetti, commercialisti, consulenti del lavoro, medici, odontoiatri. Gli aumenti medi vanno dal 1° ottobre 1999 all’ottobre 2003. L’aumento medio per il 4° livello che inquadra la maggioranza dei dipendenti è di 195mila lire, con un primo incremento a ottobre dell’anno prossimo. Intanto, dal Consiglio di Stato arriva il «no» circa la pretesa dei consulenti del lavoro di avere l’esclusiva per le imprese di medie dimensione — quelle con un numero di addetti inferiore a 250 — anche per le operazioni di calcolo e stampa relative agli adempimenti in materia di lavoro e di previdenza sociale. I giudici amministrativi hanno infatti riconosciuto che tutte le imprese possono avvalersi dei Ced (centri di elaborazioni dati) per le attività "esecutive", che hanno «valenza esclusivamente matematica».
    Venerdí 27 Luglio 2001
 

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ROMA. Gli studi professionali, guadagnata l’ammissione al tavolo della concertazione governativa, adesso tagliano il traguardo del primo contratto unico di settore. Il «bacino» degli studi professionali, in grande espansione, puntava a raggiungere l’accordo entro l’estate. E così è stato, almeno per quanto riguarda il capitolo economico. Ieri i sindacati di categoria (Filcams, Fisascat e Uiltucs) e le associazioni datoriali (Confedertecnica, Consilp-Confprofessionisti e Cipa) hanno siglato un accordo che unifica i tre contratti preesistenti.
Il nuovo accordo ha validità dall’ottobre ’99, data della sigla al Cnel dell’intesa per l’ammissione alle trattative, all’ottobre 2003. La parte salariale del contratto sarà immediatamente operativa mentre quella normativa – sulla qualr il negoziato resta aperto – sarà messa a punto entro ottobre.
Gli aumenti retributivi, in linea con l’accordo del luglio 1993, prevedono un aumento di 195mila lire per il quarto livello (quello che raccoglie il maggior numero di dipendenti), con un primo incremento a ottobre 2001 di 97mila lire e un secondo, di pari entità, ad ottobre 2002. A settembre sarà erogata una una tantum di 585mila lire. Alla fine dell’apprendistato verranno inoltre riconosciuti ai dipendenti dieci scatti triennali di anzianità, del valore si lire 24mila ciascuno.
Viene introdotta anche la previdenza sanitaria integrativa per tutti i dipendenti, con versamenti interamente a carico del datore di lavoro.
«La parte normativa? Se ne riparla dopo le ferie – dice Gaetano Stella, presidente della Consilp – anche se è la parte meno importante, in fondo. Per centi aspetti, infatti, spetterà alle confederazioni mettersi d’accordo e trovare l’intesa sul trattamento non economico. Del resto, anche gli importi previsti andranno riallineati alla scadenza del contratto, entro il termine della vigenza contrattuale».
I problemi veri, dunque, restano: come la regolamentazione della parte extra-salariale, le relazioni bilaterali e le altre normative che mettono più a fuoco le specificità dei settori assorbiti nel contratto unico.
«Certo le organizzazioni sindacali non avevano tenuto conto di alcuni fattori, inquadrando la prestazione resa come "intellettuale" ma non di servizi, così come d’altronde le retribuzioni non erano calate nella nostra realtà professionale e in tutte le categorie professionali», aggiunge Gaetano Stella.
Al momento, come risultato provvisorio, gli istituti professionali hanno di fronte prospettive economiche più limitate rispetto agli altri, ma le parti si affidano proprio alla fase del riallineamento.
Quando sarà chiusa effettivamente la partita? Entro la fine di settembre, è l’ipotesi più attendibile, visto che – sottolineano entrambe le parti – bisognerà anche inserire i contratti a termine così come sono stati recepiti nel provvedimento dei primi cento giorni e le ultime novità in arrivo in tema di lavoro come la Tremonti-bis che potrebbe giocare un ruolo importante.
«Abbiamo un impegno preciso sul modello di relazioni sindacali che sarà del tutto specifico – dice Piero Marconi, segretario nazionale della Filcams-Cgil – anche nel raccordo tra livello confederale e aree professionali con determinate particolarità. Un modello contrattuale molto complesso, che sia un grande serbatoio di tutte le professioni e quindi flessibile. C’è molto da lavorare ancora anche se l’impianto già c’è e risponde pienamente al verbale d’intesa sottoscritto al Cnel».
R.Fa.

 
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