Studi: la Consilp blocca l’intesa sulla parte economica

25/09/2001

Il Sole 24 ORE.com








    La Consilp blocca l’intesa sulla parte economica

    Studi, sul contratto la firma è rinviata
    ROMA – Slitta la concessione dell’una tantum per i dipendenti degli studi professionali, in origine prevista per il 30 settembre. Questa la prima conseguenza, in ordine di tempo, della fumata grigia alla firma del nuovo contratto di lavoro unificato del comparto. A imporre lo stop, sotto forma di ripensamento, è stata la Consilp-Confprofessioni che ieri ha inviato alle altre parti interessate una lettera con la quale ha chiesto un nuovo incontro da fissarsi per i primi giorni di ottobre. Dopo che a fine luglio Filcams, Fisascat, Uiltucs e le associazioni professionali Confedertecnica, Consilp e Cipa avevano raggiunto l’intesa sulla parte economica del contratto, la successiva verifica delle categorie professionali si è chiusa non con la ratifica dell’accordo (il contratto doveva entrare in vigore il 30 settembre), ma con la richiesta di ulteriori approfondimenti. A sollecitarla sono state alcune professioni aderenti alla Consilp – notai in testa – che puntano a riconsiderare in particolare tre aspetti dell’intesa raggiunta: il riallineamento retributivo, l’assistenza integrativa sanitaria e l’una tantum. Da qui la richiesta di Consilp di sedersi nuovamente intorno al tavolo per riaprire la trattativa che coinvolge circa un milione di dipendenti dei professionisti. L’una tantum, in base all’intesa di luglio, doveva essere differenziata per Consilp e Cipa da una parte e per Confedertecnica dall’altra. Gli importi previsti allora variavano da 546 a 782mila lire nel primo caso e da 515 a 885mila lire nel secondo. Per alcune delle 17 categorie rappresentate dalla Consilp, però, la misura di quegli importi o le modalità di corresponsione degli stessi dovranno essere rivisti anche perché legati a un problema più generale: quello del riallineamento delle retribuzioni. Un problema, questo, che deriva dall’unificazione di tre diversi contratti scaduti in media da un paio d’anni. E mentre per l’area tecnica il problema non esiste, in quanto «il nostro mansionario – dice il presidente di Confedertecnica, Carlo Daniele – è uguale per tutte e sei le categorie rappresentate, per Consilp invece le posizioni delle singole professioni sono molto variegate». È anche sulla base di questa considerazione che Confedertecnica ha accettato il rinvio della ratifica dell’accordo e la ripresa della trattativa con i sindacati dei dipendenti proposta da Consilp. Le due Confederazioni sono, invece, d’accordo nel voler riconsiderare almeno le modalità organizzative dell’assistenza integrativa sanitaria prevista per la prima volta dall’intesa di luglio. I professionisti-datori di lavoro continuano a concordare anche anche su un altro aspetto. «Nonostante il rinvio – assicura infatti il presidente di Consilp, Gaetano Stella – l’obiettivo di tutti è riuscire a modellare in tempi brevi istituti contrattuali su misura per le esigenze organizzative degli studi: dal ricorso all’interinale alla possibilità di stipulare, al di là dei casi di malattia e maternità, rapporti di lavoro a tempo determinato. Al di là dell’aspetto economico – conclude Stella – si tratta di strumenti ritenuti più adatti delle collaborazioni per rispondere ai picchi di impegni cui è soggetta l’attività professionale». La volontà di costruire un contratto unico dunque continua, anche se tra molte difficoltà che derivano da un’iniziativa, tutta nuova, tesa a disciplinare in maniera uniforme un settore estremamente variegato. Ma gli aumenti retributivi decisi a luglio non sembrano al momento in discussione. Marco Peruzzi
    Martedí 25 Settembre 2001
 

 
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