Stritolata dall’ascensore al primo giorno di lavoro

14/09/2010

Piera Pronti era al suo primo giorno nello stabile di via Corvisieri. La ditta di pulizie per cui lavorava da quando il marito era in cassa integrazione l’aveva inviata insieme alla sorella per eseguire un lavaggio straordinario delle grate dell’ascensore appena deliberato dai condomini. Ma nemmeno questo dettaglio aiuta a spiegare l’incidente in cui ieri a Roma è morta la 46enne, madre di tre figli di 18, 12 e 8 anni, schiacciata tra la ringhiera e l’ascensore.
UN INCIDENTE TRAGICO
La donna, originaria della provincia di Frosinone, stava pulendo la grata esterna e, per riuscire a raggiungere anche la parte interna, si era arrampicata su una scala. Ma l’ascensore, nonostante i lavori, era funzionante: Piera nonsi è accorta del suo arrivo e ne è stata travolta, la cabina si è bloccata all’impatto col suo corpo. La condomina che al momento dell’incidente si trovava sull’ascensore, non capendo il motivo del blocco, lo ha riportato al piano, ma questo
non è bastato a scongiurare la morte della lavoratrice, probabilmente per asfissia. Solo dopo si è accorta della tragedia. «Stavo uscendo quando abbiamo sentito le urla. Mi sono precipitata, ma non c’era nulla da fare, è stato un colpo secco» ha raccontato, ancora scossa, la signora Anna, che abita da più di 50 anni abita nello stabile in zona Nomentana. «Le è rimasto il corpo sullo scala e la testa incastrata. Con lei c’era la sorella che tra le lacrime urlava: non mi lasciare, hai tre figli. Non c’erano cartelli che avvisavano dei lavori, né era stata tolta la corrente. Questo incidente non doveva capitare». Sull’accaduto la Procura capitolina ha aperto un fascicolo: il magistrato di turno, il pm Maria Bice Barborini, ha disposto l’esame autoptico sul corpo della donna, per ora senza ipotesi di reato e senza indagati. Nei prossimi giorni negli uffici di piazzale Clodio, sono attesi gli esiti degli accertamenti effettuati sul posto dai vigili del fuoco e dai carabinieri. E non si esclude, in ambiti giudiziari, che possa essere
ipotizzato il reato di omicidio.