Stretta sull´anzianità e contributivo

07/07/2003

 

sabato 5 luglio 2003 
Pagina 5 – Interni
 
 
IL RETROSCENA
Le "finestre" d´uscita dal lavoro forse bloccate per un anno

Stretta sull´anzianità e contributivo ecco il piano risparmi del Tesoro
          Allo studio l´aumento a 60 anni dell´età pensionabile. Una Authority sul risparmio
          ROBERTO PETRINI

          ROMA – La maggioranza scopre le carte e punta alle pensioni. Due anni dopo il disegno di legge delega Maroni che evitava prudentemente l´idea di tagli alla previdenza e puntava tutto sull´aumento dell´età di lavoro, oggi il centrodestra imprime un brusco cambiamento di rotta al proprio cammino. Forse fino ad arrivare a assai vicino a quella riforma che nel 1994 costò la testa al primo governo Berlusconi: la missione che l´«Agenda di governo» indica è quella di una «riforma del sistema previdenziale». Come sarà attuata tuttavia è ancora materia di assoluto riserbo: di certo bisognerà conciliare l´opposizione della Lega all´intervento sulle pensioni di anzianità dei lavoratori del Nord, le esigenze delle tecnocrazie del Tesoro che puntano a fare cassa, l´atteggiamento sociale di An a cui da oggi spetta la regia della politica economica.
          Ma i piani ci sono e sono pronti: Tremonti potrebbe optare per quello che prevede un innalzamento a 60 anni dell´età pensionabile di qui al 2008, dunque circa un anno in più al lavoro ogni due che passano, e inoltre allargare lo spettro di attuazione del cosiddetto sistema contributivo pro-rata anche a coloro che avevano più di 18 anni quando fu varata la riforma Dini. Si tratterebbe di un provvedimento meno forte di quello dei disincentivi, sul quale pure ha puntato il ministro del Tesoro, che invece somiglia, per crudezza, a quello che scatenò i sindacati ai tempi del precedente governo Berlusconi: prima vai via e meno prendi di pensione.
          E´ inutile dire che i sindacati di fronte a soluzioni come queste, con la Cisl in prima fila, scatenerebbero il putiferio in pieno semestre europeo e farebbero più clamore delle gaffe del primo ministro. Così si lavora in modo da allestire un pacchetto da inserire in Finanziaria, ma il piatto forte sarebbe una sola misura, cioè il blocco per un anno delle "finestre" di anzianità, accompagnato da una tassa sulle pensioni d´oro e una stretta su quelle di invalidità. In questo caso il valore dell´assegno sarebbe mantenuto integro e, pur mugugnando, si tratterebbe di attendere un anno in più prima del riposo.

          L´«Agenda» chiarisce, naturalmente anche la questione dei tempi, fino ad oggi dai contorni incerti. Il Dpef (Documento di programmazione economico-finanziaria, la cornice dei conti pubblici per i prossimi anni) sarà varato entro metà luglio, poi in settembre la Finanziaria si baserà su tre pilastri: investimenti, competitività, ricerca. Con quali soldi? Per le grandi opere, il cui elenco sarà inserito nel Dpef, si provvederà con un mix di prestiti della Banca europea degli investimenti e con il «canale parallelo» di risorse, ormai fuori del debito pubblico, che saranno ricavate dall´azione di quattro spa del Tesoro: Cassa Depositi e Prestiti, Anas, Infrastrutture e Patrimonio. A pagare le spese della ricerca forse sarà il secondo modulo di riforma fiscale che prevede la discesa dell´Irpeg al 33% e Irpef al 23 fino a 100 mila euro. Sul nodo della competitività le misure sono alla studio: si va dal taglio dell´Irap, agli incentivi ai consumi a varie riproposizioni di Tremonti bis. A far cassa del resto ci sono sempre i condoni: si parla con insistenza di uno sulle società in vista della nuova normativa antielusiva e di un condono edilizio (l´unico rimasto da fare). Oltre a quanto si reperirà con il blocco delle pensioni: circa 1,5 miliardi di euro. Infine, la Finanziaria conterrà una riforma delle Authority con l´ottica di rafforzare la tutela del risparmio.