Stretta finale su previdenza e Tfr

10/05/2005
    martedì 10 maggio 2005

    NORME E TRIBUTI – pagina 28

      Stretta finale su previdenza e Tfr
      Il decreto apre alla legge Biagi

        MARCO ROGARI

        ROMA • Parte la volata finale per la riforma della previdenza integrativa. Il ministero del Welfare conta di chiudere il confronto con le parti sociali attorno al 15 maggio per poi varare le necessarie misure attuative con cui dare operatività, da settembre, alle nuove regole sull’uso del Tfr attraverso il meccanismo del " silenzio assenso". La bozza finale del decreto attuativo è già pronta. Mancano solo le ultime limature.

        Rispetto alle precedenti versioni due sono le novità sostanziali: la possibilità di far aderire alle forme integrative anche " i lavoratoti flessibili" introdotti dalla legge Biagi e l’inserimento di alcune correzioni al meccanismo della cosidetta « portabilità » delle posizioni individuali e della contribuzione. Confermata l’istituzione di un Fondo Inps cui convogliare ( temporaneamente) il Tfr " senza destinazione". Ma per gli enti di previdenza obbligatoria, Inps in testa, c’è un’altra possibilità: con il preventivo parere dell’Antitrust, potranno stipulare con i fondi pensione convenzioni per l’utilizzazione del servizio di raccolta dei contributi da versare alle forme integrative e di erogazione delle prestazioni.

        Nulla di nuovo sullo smobilizzo delle liquidazioni maturande: la bozza prevede che nel caso in cui il lavoratore non abbia preso una decisione nei sei mesi disponibili prima del " silenzio assenso", dovrà essere il datore di lavoro a trasferire il Tfr prioritariamente ai fondi pensione contrattuali.

        Quanto alle compensazioni da garantire, la bozza finale introduce la deducibilità dal reddito di impresa di un importo pari al 4% dell’ammontare del Tfr destinato annualmente a forme complementari, che sale a quota 6% per le aziende con meno di 50 addetti.

        È, poi, previsto l’esonero dal pagamento del contributo al fondo di garanzia Inps. Ma al capitolo compensazioni manca un altro tassello: le agevolazioni per l’accesso al credito. Secondo il ministro Roberto Maroni, tutto dipende dalle decisioni dell’Abi, il cui direttivo si dovrebbe riunire su questa questione il 19 maggio. « Se la decisione sarà positiva — ha detto Maroni — si sbloccherà tutto » .

          Un altro nodo da sciogliere resta quello dei poteri di vigilanza della Covip, ridimensionati della riforma sul risparmio all’esame del Parlamento. Ma sia Maroni sia il sottosegretario Alberto Brambilla hanno assicurato che il problema sarà risolto con un emendamento ad hoc al testo sul risparmio.