Strappo dell’inflazione, sale al 2,1%

05/11/2007
    giovedì 1 novembre 2007

      Pagina 9 – Economia

        I prezzi e i salari

        Strappo dell’inflazione, sale al 2,1%

          Cresce l’allarme per il potere d’acquisto dei salari. Stangata di 400 euro in più all’anno

            di Laura Matteucci / Milano

            RECORD – Strappo dell’inflazione in ottobre: pane, pasta e bollette di luce e gas fanno schizzare il costo della vita al 2,1%, ai massimi dal settembre 2006 e dopo aver toccato a settembre l’1,7%. Un surriscaldamento atteso, spiegano gli analisti, che confermano l’ascesa inarrestabile dei prezzi delle filiere alimentari, ma soprattutto dell’energia, trainati dalla catena di record del petrolio arrivato a quota 94 dollari il barile. E per gli stessi motivi l’inflazione dei prossimi mesi rischia di continuare a salire.

            Preoccupati i consumatori: a conti fatti, dicono, l’inflazione alle famiglie costerà 400 euro in più l’anno. E ricordano che, su base annua, si tratta di rincari del 10% per il pane, del 6,5% per la pasta (sulla quale adesso da parte della Procura di Roma pende anche un’ipotesi di manovre speculative), e poi ancora del 5,3% per il latte, del 7,3% per i polli, del 5,4% per la frutta.

            A scendere solo le comunicazioni ( -9,9%), e i medicinali (-0,6%).

            Sul fronte degli aumenti, «prevedibili» per Confcommercio ma «preoccupanti» per Confesercenti, sono arrivate le inevitabili ripercussioni del caro-greggio. I prezzi del comparto energetico, dopo la frenata dello 0,1% di settembre, hanno fatto segnare un +2,9% legato soprattutto al costo di benzina (+6,9%), gasolio (+7,2%) e combustibili liquidi per la casa (+5,3%). Contribuiscono anche i trasporti che, nonostante il -2,2% delle tariffe aeree, segnano un +3,4% complessivo.

            La tendenza, spiegano gli analisti, è quella di «uno scenario che cambia per l’aumento dei prezzi delle filiere alimentari e del petrolio e che ci porterà a ulteriori tensioni il prossimo anno». Stime diffuse parlano di un’inflazione al 2,2-2,3% a fine anno, e di un aumento tendenziale al 2,5% all’inizio del prossimo. Di fatto, stiamo uscendo da uno scenario di bassa inflazione per approdare ad uno più in linea con i prezzi europei.

            In Europa, a parziale conforto, va pure peggio: l’inflazione di ottobre è salita al 2,6% dal 2,1% di settembre (dati Eurostat), un bel problema per la Bce che si riunirà l’8 novembre per decidere dei tassi del denaro.

            Per Guglielmo Epifani, il leader della Cgil, l’impennata inflattiva deve alzare l’attenzione alle ondate speculative e conferma la necessità di politiche attive che sostengano i redditi di lavoratori e pensionati. La situazione è critica anche per il ministro allo Sviluppo Pierluigi Bersani: «L’Italia resiste grazie al solo contributo dei settori toccati dalle liberalizzazioni, comunicazioni e medicinali, mantenendosi al di sotto della fiammata registrata a livello europeo». «Prova lampante – continua Bersani – che abbiamo bisogno di continuare con le liberalizzazioni e approvare entro l’anno il terzo pacchetto all’esame del Parlamento che, tra l’altro, impegna ogni anno il governo a presentare una legge sulla concorrenza e la tutela dei consumatori». Bersani poi punta il dito contro l’Unione europea, che «assiste passivamente all’incredibile aumento del prezzo del greggio», «determinato anche da fattori speculativi a livello internazionale».

            Il problema del costo della vita si fa anche più pesante con uno sguardo agli altri dati Istat, su occupazione e salari: in agosto nelle grandi imprese l’occupazione è cresciuta dello 0,4% rispetto a un anno prima, con una variazione congiunturale nulla. Nei servizi, con un +1% rispetto ad agosto 2006 ed un +0,1% rispetto a luglio 2007. Quanto alle retribuzioni, nello stesso periodo sono salite del 3,1% nell’industria e dello 0,9% nei servizi.