Straordinari: sindacati cauti su fisco più leggero

11/06/2007
    domenica 10 giugno 2007

    Pagina 15 – Economia & Lavoro

    Fisco più leggero sugli straordinari,
    cauti i sindacati

      Crescono le aspettative in vista dell’incontro col governo sul Dpef. Epifani: non mi piace l’idea che chi grida di più può avere di più

        Roma

        VOCI – Il «modello» Sarkozy che propone per la Francia l’alleggerimento di tasse e contributi sulle ore di straordinario ha riacceso il dibattito sulla proposta analoga che il ministro Cesare Damiano ha annunciato al tavolo sulla produttività il 18 maggio scorso. In questo caso si tratterebbe piuttosto di detassazione e sta prendendo forma in vista della definizione del Dpef. Sull’ipotesi si registrano le reazioni caute dei sindacati. Più convinta la Cisl «si può sostenere» per Raffaele Bonanni, più freddo Luigi Angeletti che vede con miglior favore la detassazione degli aumenti salariali, vecchio cavallo di battaglia della Uil. A mettere poi in guardia dagli effetti perversi di una misura simile è la leader dell’Ugl, «non vorremmo che un ricorso eccessivo agli straordinari diventasse un disincentivo a favorire nuova e stabile occupazione», osserva Renata Polverini. «Non mi piace l’idea che chi grida di più può avere di più» è invece la posizione di Guglielmo Epifani riferita però un po’ a tutta la discussione di questi giorni, di cui gli straordinari non sono che una piccola parte ma che vede, ad esempio, commercianti e artigiani alzare gli scudi contro i nuovi studi di settore.

        Ognuno per la propria parte ci si prepara per il Dpef. E infatti crescono le aspettative in vista dell’incontro tra governo, sindacati e imprese venerdì a Palazzo Chigi. Convocato per una prima esplorazione sul Documento di programmazione economica e finanziaria, il vertice finirà con l’essere una verifica dei tavoli della concertazione. Pensioni, mercato del lavoro, ammortizzatori sociali. E poi il fisco, la detassazione degli straordinari, appunto, gli incentivi ai contratti integrativi e ad essi collegata, c’è chi come Confindustria vorrebbe anche la riforma del modello contrattuale. Tutto è strettamente intrecciato e «incorniciato» dalla limitatezza delle risorse a disposizione che il governo intende in parte redistribuire partendo dai redditi più bassi.

        «Il tema degli straordinari potrà essere un tema certamente da affrontare in termini di correzione della sovracontribuzione», riconosce il ministro allo Sviluppo Pierluigi Bersani che in ogni caso preferirebbe una via italiana a quella francese «credo che ci siano le condizioni», «se ne parlerà ai tavoli di concertazione». Sempre dal governo è il sottosegretario all’Economia Mario Lettieri l’ipotesi dovrebbe essere ben accolta dai sindacati «perché il provvedimento avrebbe l’obiettivo di fare avere più soldi ai lavoratori». Sicuramente avrebbe il «passi» da Confindustria come ha ricordato il vicepresidente Alberto Bombassei lamentando come dal ‘95 un «contributo aggiuntivo sullo straordinario penalizza senza alcuna giustificazione le imprese».

        r. ec.