Straordinari di Natale si chiude a mezzanotte. I commessi: un ricatto

17/12/2015   (La Stampa)

Il coccodrillo come fa? Non c`è nessuno che lo « sa! Si arrabbia, ma non strilla, sorseggia camomilla…». La canzoncina della giostra a cavalli del centro commerciale «Le Gru» fa sorridere l`addetto in divisa rossa al reparto frutta secca ed esotica. «Sembra fatta su misura per noi – spiega chiedendo di lasciar perdere il nome «che non è aria» – siamo neri, ma non possiamo strillare e di qui a Natale ci vorrebbe un calmante». Sistema l`ultimo avocado sul cocuzzolo dedicato alla cena della vigilia e sospira: «Dal 18 al 23 dicembre staremo qui sino a mezzanotte. Ma per chi? A noi lo straordinario renderà 6 euro netti a sera, ma in compenso non credo ci saranno molte signore in coda per farsi la piega notturna da Jean Louis David». E questa l`atmosfera natalizia che si respira alla shopville Le Gru di Grugliasco, pochi chilometri dal centro di Torino, 117 mila metri quadri di «shopping globale» che da domani sino al 23 dicembre osserverà orari newyorchesi: chiusura a mezzanotte anziché alle 22. Sulla decisione ieri sono intervenuti i sindacati: «I lavoratori dei negozi, da quelli piccoli alla grande distribuzione, potranno incrociare le braccia all`ora della chiusura normale del centro, senza dover proseguire il turno fino alle 24» ha spiegato Luca Sanna di Filcams Cgil. Aggiungendo che la chiusura a mezzanotte, per molti lavoratori (anche se si dovrebbe parlare di lavoratrici: l`80% delle commesse è donna) significa uscire all`alba, perché ci sono pure le pulizie da fare. L`idea di scioperare però non convince troppo i dipendenti dei 180 negozi della galassia Le Gru. Un centro commerciale che mette insieme colossi come Bershka, Mc Donald e Sephora, ma anche piccoli negozi come il calzolaio che in cinque minuti ti può pure rifare le chiavi, o la bancarella di souvenir dove vendono la Mole-collier tempestata di strass che a Capodanno farebbe impazzire Renzo Arbore. Le grandi catene, nonostante una raccolta di firme interna certifichi che il 90 per cento è contro l`apertura sino a mezzanotte, non aderiranno allo sciopero. Anche se ci sono eccezioni come Simona Gurrisi della catena di ottica «Avanzi» che ha preso il tablet e ha scritto al sindaco di Grugliasco Roberto Montà per chiedergli se non ha pensato (firmando il sì alla delibera di apertura) che le commesse sono spesso giovani donne con i bambini a casa. Le ha risposto? «Ovviamente no, e visto che c`è il diritto di scioperare forse a questo punto lo faremo». Ma è l`eccezione alla regola del «cosa ci tocca fare per portare a casa lo stipendio». Parlando con i commessi dei negozi emergono due timori: primo che questa novità diventi permanente (come prevede Christian D`Errico responsabile del negozio Omnitel) oppure, come sostiene Lorenzo Volpe di Jean Louis David «generi una situazione a macchia di leopardo e dia ai lavoratori a tempo determinato un`arma spuntata visto che mirano a non mettersi in cattiva luce con il principale». Diversa invece la situazione fra le commesse dell`alimentare, quelle che stanno dietro i registratori di cassa. Ieri su venti postazioni aperte abbiamo trovato soltanto una dipendente che ha accettato di fare l`orario prolungato. Ed era una ragazza di 21 anni che lavora per mantenersi gli studi all`università: spiega che è precaria e i soldi le sono indispensabili. Ma pure che se fosse stata al posto di una cassiera con lavoro fisso avrebbe risposto di no. Dopo le 22, va detto, gireranno a pieno ritmo più che altro le casse automatiche. Il pubblico invece dimostra di essere abbastanza indifferente alla novità: «Non mi cambiano molto queste due ore in più di shopping a tarda ora» spiega con un sorriso Arianna Zavaglio. Mentre la proprietà della shopville commenta in modo asciutto l`arrivo dello sciopero: «E un peccato – dice Ermanno Niccoli, managing Director del gruppo Klépierre – e in ogni caso si tratta di un`iniziativa che durerà solo cinque giorni».