Straordinari, il governo si divide

02/05/2007
    domenica 29 aprile 2007

    Pagina 54 – Economia

      Il ministro del Lavoro: il tesoretto fiscale va usato per la previdenza e per i giovani

        Straordinari, il governo si divide
        Ferrero: "Un errore detassarli"

          Ma da Confindustria sì a Damiano. Prodi: su le pensioni minime Sacconi: il titolare del Welfare apre alle proposte di Forza Italia

            ROMA – «Si può discutere». Intervistato ieri da Repubblica, il ministro del Lavoro Damiano (Ds) ha aperto agli industriali che chiedono tasse più dolci sulle ore di lavoro straordinario. Misura che andrebbe unita, certo, a una «rivalutazione del salario aziendale di produttività».

            La ricetta, però, non scalda Paolo Ferrero, ministro delle Politiche sociali. Dice l´esponente di Rifondazione comunista che «detassare gli straordinari è un´idea sbagliata». Perché non affronta la madre di tutte le questioni: aumentare gli stipendi e soprattutto le pensioni più basse. La proposta di Damiano – insiste Ferrero – «contribuirebbe solo a differenziare gli stipendi tra i lavoratori». Una controproposta? «Restituire intanto il fiscal drag su stipendi e pensioni (è l´aumento silenzioso della pressione fiscale per effetto dell´inflazione)».

            Ferrero suggerisce anche di introdurre la «fiscalità negativa»: sono meccanismi che permettono al Fisco di dare qualcosa alle persone davvero povere, invece di prendere. «Così, grazie al tesoretto potremo concretamente realizzare forme di redistribuzione del reddito».

            Intervistato da SkyTg24, Romano Prodi chiede intanto di cancellare la parola "tesoretto". Il bilancio dello Stato – dice il premier – «è una cosa seria». Poi Prodi promette una mossa sulle pensioni: «Ce ne sono al di sotto della miseria. Attenzione: non abbiamo risorse per portarle a livelli elevatissimi, ma bisogna pur provvedere». Anziani e famiglie numerose saranno gli altri destinatari degli aiuti governativi. Quindi toccherà alle imprese: «Bisogna lavorare allo sviluppo e alla innovazione. Dopo aver risanato il Paese, pensiamo al rilancio».

            In questo scenario ancora aperto, Maurizio Sacconi, Forza Italia , si schiera dalla parte di Damiano e della detassazione degli straordinari: «Apre alla proposta di Forza Italia». Sacconi, ex sottosegretario al Lavoro, suggerisce anche come congegnare l´operazione. Nella sua visione, detassare significa individuare intanto «le parti variabili del salario che si collegano alla flessibilità e alla produttività del lavoro». Parti che vanno sottratte alla «progressività, a quel cumulo che determina aliquote maggiori». La preoccupazione di Sacconi è che si limiti l´intervento «ai soli contributi previdenziali o ai soli contratti collettivi aziendali». In questo secondo caso, conclude allarmato l´esponente di Forza Italia, «si escluderebbero dai benefici i lavoratori di quel 70% delle imprese che non hanno una contrattazione aziendale».

            Accanto a Damiano, com´è naturale, si posiziona anche il direttore generale di Confindustria, Maurizio Beretta. A suo parere, una tassazione separata avrebbe il merito di «rendere appetibili le ore di straordinario sia per chi li fa e per le aziende».

            Il segretario generale dell´Ugl, Renata Polverini, non sembra credere che l´idea farà tanta strada: «Detassare gli straordinari è solo un proposta e come tale sarà valutata in sede di concertazione».

            (a.fon.)