Strade gelate, ristoranti e mercati deserti

23/12/2009

Decisione irrevocabile: «Andare in ufficio? Con la neve, le scuole chiuse, i bambini a casa e gli ingorghi là fuori? Non se ne parla». Dopo l’esperienza di lunedì — ore passate in auto o alla fermata del tram con i nervi a fior di pelle —, ieri i milanesi hanno dimostrato di aver imparato la lezione. In massa hanno preso una precauzione: niente lavoro, niente compere, bandite le cene natalizie. Semplicemente, tutti a casa. Una scelta che è costata cara ai commercianti cittadini: in un giorno hanno perso due milioni e mezzo di euro.
È come se in città fosse girato un silenzioso tam tam. Molte grandi aziende milanesi parlano di un 10-15 per cento di dipendenti assenti per neve. Gente che ha preferito chiedere un permesso piuttosto che affrontare tangenziali bloccate, bus a passo d’uomo, l’incubo del treno di ritorno. No, neanche per sogno. Vacanza vera, anche dallo shopping natalizio. Un colpo, per i negozianti. Due milioni e passa volati via, sciolti nella neve e «senza possibilità di recupero», visto che i ritardatari dell’acquisto sono tanti, circa il 6 per cento del totale.
Il bilancio: male i ristoranti (disdette decine di cene aziendali), malissimo imercati rionali, gli alimentari, i negozi di elettronica (meno 50 per cento, dicono da Euronics), deserto l’Ortomercato.
Due giornate nere. Secondo la Camera di Commercio di Monza la nevicata di lunedì in Lombardia si èmangiata affari per 170 milioni. Ieri il disagio è stato solo di poco inferiore, anche se non esistono stime ufficiali. «Basta un evento qualunque per mettere in crisi il sistema dei trasporti di questa città. Un incidente in tangenziale, un pomeriggio di pioggia. Figuriamoci una nevicata come quella dei giorni scorsi», constata Antonio Colombo, direttore generale Assolombarda, la prima organizzazione territoriale di Confindustria. «La prossima volta il sindaco Letizia Moratti non dovrebbe "consigliare" di usare i mezzi pubblici — continua —, ma semplicemente chiudere il centro».
Milano ferma per neve, il confronto con le altre metropoli internazionali è immediato. Paolo Galassi, presidente delle piccole imprese di Confapi Milano (oltre che di Confapi nazionale), sottolinea: « Per lavoro ho avuto spesso a che fare con i Paesi del Nord Europa e posso assicurare che la Svezia non si ferma per una nevicata. Il punto è che il nostro sistema dei trasporti è inadeguato sempre, anche quando splende il sole. Per metterlo in ginocchio basta pochissimo».
Uffici mai raggiunti, negozi semivuoti, telefonate per avvertire che «no, proprio non ce la faccio». Un brutto segno, secondo Galassi: «Vuol dire che siamo stanchi, disillusi, rassegnati. Non ci fidiamo più della politica. Proprio nel momento in cui il Paese avrebbe più bisogno di reagire».