Strada spianata nella lotta al lavoro nero

08/01/2002





Difficile intreccio tra l’esigenza di non abbassare la guardia e regole per aiutare l’emersioneStrada spianata nella lotta al lavoro nero
Sul versante del contrasto al lavoro nero e, più in generale, all’economia sommersa, l’attività delle Fiamme gialle per l’anno in corso si baserà, oltre che sulla consueta attività di intelligence, su verifiche parziali mirate all’individuazione di tali fenomenologie illecite. Questa attività appare, rispetto a quella di contrasto all’evasione fiscale internazionale, più concretamente realizzabile e foriera di risultati, non fosse altro perché non sussistono oggettivi impedimenti di carattere internazionale per l’acquisizione delle informazioni e quindi per l’attività di intelligence e di ricerca informativa. I principali strumenti di contrasto che verranno adottati dalle Fiamme gialle riguarderanno: l’estensione dei collegamenti alla procedura informatica "Evasori totali" alle unità operative anche a livello provinciale; la predisposizione di una metodologia semplificata di verifica parziale ai fini del contrasto al sommerso, incentrata sul controllo del personale presente all’atto dell’accesso e sull’ispezione della contabilità sezionale in loco. Vengono, peraltro, previsti rapporti di collaborazione sia con gli altri organismi di vigilanza, sia con le associazioni di categoria degli imprenditori e le organizzazioni sindacali, al fine di incentivare l’emersione e impedire la persistenza del sommerso. Le aree di interesse operativo sono individuate: negli occupati irregolari in senso stretto (i cosiddetti lavoratori in nero); nei doppi lavoristi; nei lavoratori stranieri non residenti. In merito alla tempistica per l’esecuzione dei controlli, viene chiarito che essi partiranno, sostanzialmente, verso gli ultimi mesi di quest’anno (la circolare evidenzia la data del primo settembre 2002) stante il recente differimento dei termini introdotto dalla Finanziaria per la presentazione della dichiarazione di emersione. Tuttavia la circolare ribadisce la necessità e il dovere dei Reparti della GdF di «continuare a esercitare il controllo economico del territorio e la vigilanza sistematica, con lo stesso impegno e assiduità che negli ultimi anni hanno caratterizzato le attività di ricerca degli evasori totali e paratotali». Tale azione dovrebbe così assicurare maggiore deterrenza nei confronti delle posizioni irregolari e indurre il maggior numero di soggetti ad avvalersi delle opportunità di regolarizzazione offerte fino al 30 giugno 2002. Sul punto sarà interessante verificare come in concreto sia possibile operativamente conciliare le due contrapposte esigenze: da un lato continuare la vigilanza sistematica nella ricerca degli evasori totali e paratotali al fine di assicurare deterrenza e quindi maggiore adesione al provvedimento di emersione e, dall’altro, evitare di fare controlli, perché come noto, questa attività precluderebbe la possibilità di beneficiare della ripetuta normativa sull’emersione del lavoro nero. È evidente infatti che più accessi, ispezioni e verifiche svolgerà la GdF fino al 30 giugno prossimo e, almeno sotto il profilo potenziale, meno contribuenti avranno il diritto/possibilità di dichiarare i lavoratori in nero.
A.I.

Martedí 08 Gennaio 2002