Stoppani mette Peck sul mercato

05/02/2004



        Giovedí 05 Febbraio 2004


        Stoppani mette Peck sul mercato


        MILANO – Non c’è cibo o vino esclusivo che Peck non abbia. E non esiste grande produttore che non aspiri a vedere almeno una propria referenza sui banchi della prestigiosa gastronomia di via Spadari, dal 1883 luogo di spesa della ricca borghesia milanese. Ebbene, la società per azioni Peck è sul mercato, pronta per essere ceduta al migliore offerente.
        La proprietà, i fratelli Stoppani, avrebbe deciso di passare la mano, seguendo l’esempio di quanto avvenuto non più tardi di qualche settimana fa a un altro grande marchio dell’alta gastronomia francese, Fauchon, rilevato dal re delle spezie Ducros. Con la differenza che mentre Fauchon ha i conti in rosso, quelli di Peck sono floridi, con circa 25 milioni di euro di ricavi nel 2003.
        A fare la corte ad Angelo Mario Remo e Lino Stoppani – secondo quanto rivela il settimanale «Il Mondo» domani in edicola – sarebbero i fratelli Antonio e Alberto Tazartes, il primo partner di Investitori associati e, il secondo, del fondo chiuso anglosassone Bc Partners. Ma la loro non sarebbe l’unica proposta di acquisto, giacchè altre manifestazioni di interesse sarebbero giunte attraverso i canali bancari. Secondo Il Mondo, i fratelli Stoppani sarebbero orientati a vendere per almeno due ragioni: «non avrebbero di fatto figli in azienda», scrive il settimanale, e per seguire il modello Fauchon «Peck ha bisogno di mezzi freschi».
        D’altra parte Peck, da un bel po’ di anni non è più solo gastronomia prét-a-porter, ma vuol dire anche enoteca, catering e ristorazione con il locale più "in" oggi a Milano, il due stelle Michelin Cracco-Peck gestito dal nuovo genio dei fornelli Carlo Cracco. Tutte attività concentrate a due passi dal Duomo e che i nuovi acquirenti vorrebbero, probabilmente, implementare lanciando il marchio nel resto del Paese. In attesa degli eventi, in via Spadari si vende come ogni giorno, con la proposta della settimana riservata ai grandi vini che parte da un minimo di 310 euro per gli Chateau Haut Brion Blanc del ’94 e Montrachet Bauchard del ’97, per salire a mille per un Solaia Antinori ’97 e su su fino ai 4.400 euro necessari per una bottiglia 0,75 Romanee Conti del ’98.
        N.D.B.